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Sì della Camera alla legge Saman: che cosa prevede

Via libera della Camera alla proposta di legge Saman, che prende il nome dalla ragazza pakistana scomparsa circa un anno fa

Via libera della Camera alla proposta di legge Saman, che prende il nome dalla ragazza pakistana scomparsa circa un anno fa dopo aver rifiutato un matrimonio forzato. I voti a favore sono stati 381, gli astenuti invece 31. La proposta di legge introduce anche il matrimonio forzato nell’elenco di quei reati per cui è previsto il rilascio del permesso di soggiorno per le vittime di violenza domestica. Era stata presentata dalla deputata del Movimento Cinque Stelle, Stefania Ascari, e passa ora all’esame del Senato.

Legge Saman, cosa prevede?

“Oggi l’Aula ha lanciato un messaggio importante: la cultura dei matrimoni forzati fa parte di quelle tradizioni arcaiche e patriarcali che non ci appartengono e che un Paese civile non può e non deve accettare”, ha commentato in una nota la parlamentare M5s, spiegando che nel caso venisse approvata anche a Palazzo Madama la legge permetterà di rilasciare immediatamente il permesso di soggiorno alla vittima che denuncia un matrimonio forzato, permettendole così di svincolarsi dalla famiglia di origine. “Per chi commette reato inoltre potrà essere adottata quale ulteriore misura sanzionatoria quella della revoca del permesso di soggiorno e dell’espulsione”, ha proseguito.

Per poi aggiungere: “Non abbiamo potuto salvare Saman, ma abbiamo il dovere di predisporre misure a tutela di tutte le altre donne che avranno il coraggio di ribellarsi a situazioni di costrizione e pericolo. Uno Stato civile mette in campo ogni strumento per offrire loro una via di fuga, per salvare la loro libertà e molto spesso la loro vita”. Secondo l’ultimo rapporto del ministero dell’Interno sul matrimonio forzato, datato 9 agosto 2019, le vittime di questo reato sono per la maggior parte donne (l’85%) e straniere. Il reato è stato introdotto dalla legge Codice Rosso e l’anno passato sono stati registrati ben 20 casi.

L’induzione al matrimonio forzato

L’induzione al matrimonio forzato, come abbiamo detto, con il nuovo Codice Rosso è previsto dall’articolo 558-bis del codice penale. Punisce con la reclusione da uno a cinque anni chiunque costringa o anche solo minacci una persone a contrarre un matrimonio o un unione civile: pena aumentata nel caso in cui a essere costretto al matrimonio sia un minore, fino a salire dai due ai sette anni di reclusione nei casi che riguardano gli under 14.

 

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