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Loredana, la moglie di Marco Giallini morta nel 2011: quasi trent’anni insieme

Chi è Loredana, la moglie di Marco Giallini morta nel 2011

La storia di Marco Giallini e della moglie morta nel 2011 è una di quella vicende che rappresentare il vero amore. Loredana Giallini è morta nell’estate del 2011. Era in partenza per una vacanza con marito e figli quando ha avuto un malore, accasciandosi sotto gli occhi del marito che raccontò: “Ha chiuso gli occhi e mi si è accasciata fra le braccia mentre chiacchieravamo. Io le parlavo all’orecchio, ma mi sono accorto che parlavo da solo, e ho maledetto Dio. Ha vissuto altri due giorni, ma senza riprendere conoscenza“. A stroncare Loredana Giallini fu una emorragia cerebrale.


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La storia di Loredana, la moglie di Marco Giallini morta nel 2011

Sposatasi nel 1993, Loredana Giallini è stata la moglie di Marco Giallini, popolare attore romano. Il grande amore della sua vita, con cu viveva in provincia di Roma. Uniti in nozze nel 1993, dalla loro unione sono nati i figli Rocco Diego, nati rispettivamente nel 1998 e nel 2004. Quando la madre è morta, i due ragazzi avevano 13 e 6 anni.

Loredana Giallini è morta nell’estate del 2011. Era in partenza per una vacanza con marito e figli quando ha avuto un malore, accasciandosi sotto gli occhi del marito che raccontò: “Ha chiuso gli occhi e mi si è accasciata fra le braccia mentre chiacchieravamo. Io le parlavo all’orecchio, ma mi sono accorto che parlavo da solo, e ho maledetto Dio. Ha vissuto altri due giorni, ma senza riprendere conoscenza“. A stroncare Loredana Giallini fu una emorragia cerebrale.

Il matrimonio tra Marco Giallini e Loredana

Come spesso raccontato dal marito Marco, Loredana Giallini amava cucinare. In particolar modo le piaceva preparare la pasta fatta in casa, come ravioli gnocchi. Marco Loredana Giallini si sono conosciuti da giovanissimi. All’epoca lui lavorava come “bibitaro”, lei lo avrebbe corteggiato per tre anni. “Una sera, fuori dalla discoteca, le ho detto: ‘Allora mettiamoci insieme’. È durata 25 anni“ ha raccontato l’attore in una intervista a Vanity Fair.

Il dolore

Marco Giallini torna a parlare di Loredana, la moglie morta nel 2011. Un lutto che ha profondamente colpito l’attore romani, il quale più volte ricordato in interviste ed interventi tv. Lo ha fatto ancora ai microfoni del Corriere della Sera, raccontando: “Quello è il momento in cui ho deciso di diventare popolare. L’ho deciso proprio, perché sarei uno che s’adagia, sono pigro, ammazza come sono pigro. Nel senso che ancora aspetto di giocare con la Roma. Ero arrivato qui, a Tor Lupara, per Loredana. Ci siamo messi in 40 metri, non eravamo abbienti. Ci siamo sposati nel ’93, facevo teatro e altri lavori, però avevo ripreso la scuola, mi ero iscritto a Lettere e a scuola di recitazione. Ero diventato bravo, colto, oltre che bandito”.


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“Facevo l’imbianchino, otto ore. E la sera, la scuola di teatro. Poi, otto ore erano troppe. Ho iniziato a portare il camion delle bibite, la mattina. Dopo, tornavo a casa, doccia, prendevo il mio Yamaha, andavo a scuola. Parcheggiavo contro il muro, non avevo manco il cavalletto e entravo, col chiodo, i capelli lunghi. Boom! A volte, mi prendevano per uno spettacolo. Un giorno, per strada, avevo il cappello di carta da muratore, incontro un collega attore. Mi guarda: ma che fai? E io: stamo a fa’ un film” ha ricordato Giallini: “Che ne so, il dolore era troppo. Il pensiero che lei rientri a casa da un momento all’altro dura due anni, poi, capisci che morire è prassi. Non a 40 anni. Non fra le mie braccia, mentre prendiamo le valigie per le vacanze. Ma non sono l’unico a cui è successo. Fare a meno è questione di testa, anche fare a meno delle menti dei bimbi non più chiare, del loro pensiero: vorresti sapere che pensano il giorno della festa della mamma o quando spegni la tv e quello, a 5 anni, strilla: mamma mamma”.


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“Se il dolore passa? E che passa? Ti dimentichi un po’ la voce. Ci parlo ancora. Quando sto solo e qualcosa non va. Dico: Eh amore mio.. Innamorato ero di mia moglie. Per 27 anni, non ci siamo mai lasciati e non abbiamo mai litigato. Lei era la donna mia e io il suo uomo. Nel mondo, quante ce ne possono stare di persone per te? Una”.


Marco Giallini: “Parlo con mia moglie morta, quando sono solo le dico ‘Amore mio’ “

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