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Salvini accusato da Richard Gere

"Vado a processo a Palermo perché ho cercato di bloccare gli scafisti ed ho fatto il mio lavoro"

Matteo Salvini è stato accusato dall’attore Richard Gere e sarà al processo a Palermo, l’ex vicepremier però non ci sta e afferma: “Vado a processo a Palermo perché ho cercato di bloccare gli scafisti ed ho fatto il mio lavoro”.

Matteo Salvini accusato da Richard Gere, il processo

Il leader Matteo Salvini si prepara per il processo a Palermo, dove, tra i testimoni dell’accusa rivela di essere stato accusato anche dall’attore americano Richard Gere. Intervenuto in occasione di un comizio elettorale a Tor Bella Monaca, in favore del candidato del centrodestra Enrico Michetti, Matteo Salvini ha approfittato dell’occasione per toccare anche il tasto del processo che lo vedrà alla sbarra il prossimo 23 ottobre.

Salvini, però, non ci sta alle accuse rivolte verso di lui e si difende dicendo: “Vado a processo a Palermo perché ho cercato di bloccare gli scafisti ed ho fatto il mio lavoro. Ho saputo proprio in questi giorni che tra gli altri testimoni che verranno ad accusarmi che sono pericoloso, razzista, aguzzino, leghista e sequestratore, hanno convocato per provare a mandarmi in galera anche Richard Gere”. Come riportato da Ilgiornale.it, l’attore era stato fotografato a bordo della Sea Watch per fare della propaganda in favore delle Ong. Tutto, ovviamente, in favore di camera, così da rendere il messaggio ancora più chiaro ed esplicito, unitamente al senso delle parole di elogio agli italiani per la politica dell’accoglienza. “Io pensavo fosse un attore, non so a che titolo lo hanno convocato. Ho dovuto rileggerlo due volte perchè non riuscivo a crederci”, commenta l’ex vicepremier.

“Al mio avvocato”, prosegue in modo ironico Salvini, “ho detto che dobbiamo rispondere almeno con Raul Bova, Lino Banfi e Checco Zalone, persone di maggior livello”. Salvini difende ancora una volta il proprio operato in quella circostanza: “Non è diritto di un ministro ma un dovere di un ministro bloccare l’immigrazione clandestina, perché ne ho le palle piene di spacciatori e rapinatori. Comunque almeno gli chiederò l’autografo e lo porterò a mio figlio”, conclude.

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