Auto, ad aprile per l’Italia crollo senza precedenti: -97,6%. Quota Fca dimezzata al 3,8%

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Il mercato Ue dell'auto ha fatto registrare un -76,3% per le immatricolazioni dopo il drastico -55,1% di marzo per effetto del coronavirus

Il mercato dell’auto in Italia fa segnare un drastico crollo ad aprile, a causa del coronavirus. L’Italia il Paese europeo più colpito dal crollo senza precedenti del mercato Ue dell’auto, che ad aprile ha fatto registrare un -76,3% per le immatricolazioni dopo il drastico -55,1% di marzo per effetto del coronavirus.

Lo comunica l’Acea, l’associazione dei costruttori europei, sottolineando che il calo record a quota 270.682 macchine vendute è legato alle restrizioni per la pandemia, con la maggioranza dei concessionari nei paesi Ue chiusi per tutto il mese. Per Fiat Chrysler le immatricolazioni ad aprile sono state 10.419, con un -87,7% rispetto allo stesso mese del 2019, mentre la quota di mercato si è quasi dimezzata al 3,8% dal 7,4%.

Coronavirus, crollo del mercato dell’auto

Tutti i 27 mercati dell’Unione Europea hanno segnato una contrazione a doppia cifra ad aprile, “ma l’Italia e la Spagna hanno subito le perdite maggiori, con le immatricolazioni in calo rispettivamente del 97,6% e del 96,5%”. La domanda è crollata anche in Francia (-88,8%) e in Germania (-61,1%). Nei primi quattro mesi dell’anno invece le immatricolazioni nell’Ue sono diminuite del 38,5%: per l’Italia -50,7%, la Spagna -48,9%, la Francia -48% e la Germania -31%.

I numeri del crollo

Per il gruppo Fca a gennaio-aprile le immatricolazioni sono state 169.112, con un calo del 48%, mentre la quota di mercato è diminuita al 6,1% dal 7,2%. Dinamica negativa per tutti i brand: Lancia -98% ad aprile e -47,1% nei primi quattro mesi; Fiat -86,6% il mese scorso e -46% nel quadrimestre; Jeep -88,4% e -53,9%; Alfa Romeo -86,3% e -55,7%.

Il primo gruppo europeo per auto vendute resta la Volkswagen, con 77.862 macchine immatricolate ad aprile: in calo del 72,7% ma con una quota di mercato in espansione dal 24,9% al 28,8%. Al secondo posto ci sono i francesi di Psa (Peugeot e Citroen) che hanno venduto 36.718 auto, con una diminuzione dell’81,2% e una quota in contrazione dal 17,1% al 13,6%.

Trend negativo anche per la Renault con 27.740 immatricolazioni, in flessione del 79%: la quota di mercato passa così dall’11,6% al 10,2%. Il quarto costruttore in Europa è la Hyundai: per il gruppo coreano le macchine vendute ad aprile sono 17.743, con un calo del 76,1% e una quota in leggera crescita dal 6,5% al 6,6%.

Al quinto posto c’è poi la Bmw: per la società tedesca le immatricolazioni sono 23.504, con un -65,3% e una quota di mercato che sale dal 5,9% all’8,7%.

“La causa principale di questi risultati catastrofici è naturalmente l’emergenza coronavirus, anche se va sottolineato che il mercato auto dell’Europa Occidentale era già debole anche prima del manifestarsi della pandemia. Come si è accennato, la situazione peggiore è quella dell’Italia e – afferma Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor-Csp – le prospettive per i prossimi mesi restano cupe. E ciò per il fatto che il Decreto Rilancio ha completamente ignorato l’esigenza, avvertita ovunque in Europa, di rilanciare la domanda di autovetture con incentivi alla rottamazione che prevedano pure l’acquisto di vetture nuove di ultima generazione con alimentazione tradizionale.

E non solo. Mentre emerge ovunque con grande chiarezza che l’automobile è il mezzo di trasporto più sicuro per evitare il contagio da coronavirus, nel nostro Paese si sta assistendo ad una gara tra amministrazioni pubbliche di vario livello per introdurre nuove limitazioni alla circolazione di autovetture con sovrano disprezzo dell’esigenza assolutamente prioritaria di salvaguardare la salute pubblica”.

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