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Mercato del lavoro e politiche attive: le misure messe in campo da Anpal

Il mercato del lavoro e le politiche attive a seguito della ripresa post pandemica: misure e studi di Anpal

Il mercato del lavoro risente a pieno del contesto socio, politico ed economico circostante. La pandemia ha modificato il mercato del lavoro, rendendo necessario un notevole implemento delle politiche attive del lavoro, così come già programmato da Anpal, che ha messo in campo alcune fondamentali novità, tra cui il Programma Gol.

Il mercato del lavoro e le politiche attive

Un fondamentale spunto sulle novità del mercato del lavoro è offerto, senz’altro, dal Sistema Informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e da Anpal. Il Bollettino, pubblicato in data 29.07 proprio sul sito dell’Anpal, mostra numeri importanti, assolutamente favorevoli per lavoratori ed imprese. Nello specifico, così come si legge dal sito: “sono 285mila i lavoratori ricercati dalle imprese per il mese di agosto e circa 1,3 milioni per l’intero trimestre agosto-ottobre”.

Numeri davvero positivi. Infatti, rispetto ad un anno fa, le previsioni delle imprese si dimostrano in netta crescita “con +27mila assunzioni programmate nel mese (+10,8%) e +70mila nel trimestre (+5,7%). Il confronto con il mese precedente registra una flessione della domanda di lavoro dovuta alla naturale stagionalità (-221mila entrate)”.


 

Auguri collega che cambia lavoro


Notevole, nonostante il contesto appaia incredibilmente incerto, a causa del perdurare della guerra in Ucraina, con un consequenziale incremento dell’inflazione e di mutate condizione di accesso al credito definite con il rialzo dei tassi di interesse nell’area euro.

Lo scenario politico e le elezioni del 25 settembre: cosa cambia per il mercato del lavoro?

La crisi del lavoro è, almeno in parte, condizionata indiscutibilmente anche dalla realizzazione degli investimenti indicati nel Pnrr. Chiaramente, la piena attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ha un enorme riverbero sul mercato del lavoro e più in generale sull’intera economia. Potrà, dunque, essere l’occasione per intervenire strutturalmente con riforme attese e mai realizzate negli ultimi anni.

In questo scenario, un peso specifico notevole è caratterizzato dalla capacità di governo e quindi dalla stabilità politica. Dopo le elezioni, quindi in autunno 2022, dovranno essere date delle risposte politiche significative. Di Destra o di Sinistra, il governo dovrà garantire stabilità, irrinunciabile per mettere insieme i tasselli di questo puzzle.

Non più compromessi e veti tra partiti, come nell’ultimo “governo dei migliori”, ma pieni poteri ed efficienza per completare le riforme di cui il Paese necessita, anche sulla scorta del Pnrr. Il Lavoro dovrà essere al centro dei principali interventi attesi. É ora di innalzare la soglia di occupazione, generare un aumento della domanda delle imprese, come in parte già sta avvenendo secondo il Sistema Informativo Excelsior, formare adeguatamente i lavoratori ed accrescere le competenze, soprattutto digitali, degli italiani.

Sistema Informativo Excelsior: mercato del lavoro e politiche attive

Il Bollettino, nato dalla collaborazione di Unioncamere e Anpal, ha svelato anche alcune criticità del mercato del lavoro. Se da un lato cresce la domanda delle imprese, contemporaneamente, cresce ancora “la difficoltà di reperimento che riguarda il 41,6% delle assunzioni programmate, in aumento di quasi 9 punti percentuali rispetto ad agosto 2021, quando il mismatch tra domanda e offerta di lavoro riguardava il 32,7% dei profili ricercati”.

“L’industria nel suo complesso è alla ricerca di 81mila profili professionali – in crescita dell’11,3% rispetto a un anno fa – di cui 55mila da impiegare nel manifatturiero (+3,4% su base annua) e 26mila nelle costruzioni (+32,9% sull’anno). Le maggiori opportunità di lavoro nel manifatturiero sono offerte dalle imprese dell’agroalimentare (13mila assunzioni previste; +16,7% sull’anno) e dalle imprese della meccatronica (anch’esse con 13mila assunzioni; +6,4% sull’anno), seguite dalle imprese metallurgiche e dei prodotti in metallo (10mila assunzioni; -20,3% sull’anno) e infine da quelle chimico-farmaceutiche, plastica e gomma (5mila assunzioni programmate; +33,3% sull’anno)”.

“Il macro-settore dei servizi programma 204mila ingressi, in crescita del 10,6% in confronto allo scorso anno”. Invece, il comparto dei servizi di alloggio, ristorazione e dei servizi turistici esprime maggiore criticità. Circa 59mila assunzioni programmate, comunque in calo rispetto al 2021 (-6,2%). “Seguono il commercio (37mila entrate; +19,5% sull’anno), i servizi alle persone (36mila; +17,0% sull’anno) e i servizi operativi di supporto alle imprese e alle persone (27mila; +21,6% sull’anno)”.

Mercato del lavoro e flessibilità: vantaggio per le politiche attive?

“Il tempo determinato si conferma la forma contrattuale maggiormente proposta con 156mila unità, pari al 54,9% del totale”, specifica lo studio pubblicato sul sito dell’Anpal. “Seguono i contratti a tempo indeterminato (45mila), i contratti di somministrazione (38mila), gli altri contratti non alle dipendenze (16mila), i contratti di apprendistato e gli altri contratti alle dipendenze (entrambi con 13mila) e i contratti di collaborazione (3mila)”.

“Ad agosto, la difficoltà di reperimento dichiarata dalle imprese riguarda complessivamente il 41,6% delle assunzioni programmate (8,9 punti percentuali in più rispetto allo scorso anno). La motivazione principalmente indicata dalle imprese è la mancanza di candidati che ad agosto 2022 è stata espressa per il 26,8% dei profili ricercati (valore superiore di 8,2 punti percentuali rispetto allo scorso anno). Segue la motivazione collegata alla preparazione non adeguata dei candidati (vale per 10,9% dei profili ricercati) e altre motivazioni (4,0%)”.

“A dover fronteggiare il più elevato mismatch sono le industrie metallurgiche e dei prodotti in metallo con il 55,6% dei profili professionali ricercati di difficile reperimento, seguono le industrie del legno e del mobile (53,7%), le imprese delle costruzioni (52,7%), le imprese dei servizi informatici e delle telecomunicazioni (48,9%) ed infine le industrie meccaniche ed elettroniche (47,9%)”, secondo il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal.

Mancanza di lavoratori, soprattutto qualificati

Il Sistema Informativo Excelsior, poi, si sofferma anche sull’elevata incidenza di difficoltà di reperimento. I ‘lavoratori introvabili’ sono: “Artigiani e operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni (71,7% è di difficile reperimento), Operatori della cura estetica (71,1%), Fabbri ferrai e costruttori di utensili (65,1%), Meccanici artigianali, montatori, riparatori e manutentori (64,8%), Fonditori, saldatori, lattonieri, calderai, montatori carpenteria metallica (60,5%); tra le figure high skills si segnalano i Tecnici informatici, telematici e delle telecomunicazioni (57,5%) i Tecnici della gestione dei processi produttivi di beni e servizi (57,1%) e i Tecnici della salute (55,1%) e i Tecnici in campo ingegneristico (54,9%)”.

Lavoro

Inoltre, la medesima difficoltà si ravvisa anche nel reperimento di oltre 22mila Addetti nelle attività di ristorazione, 9mila tra il Personale non qualificato nei servizi di pulizia, 8mila Conduttori di veicoli a motore, 6mila Addetti alle vendite e 5mila Artigiani e operai specializzati delle costruzioni e nel mantenimento di strutture edili.
A livello territoriale, poi, “le regioni che programmano maggiori entrate ad agosto sono Lombardia (54mila unità), Veneto (29mila), Emilia-Romagna (27mila), Lazio (26mila) e Campania (22mila). Tra le regioni con maggiori difficoltà nel reperire i profili ricercati si segnalano Trentino-Alto Adige con il 52,5%, Veneto con il 49,5% e il Friuli-Venezia Giulia con il 48,9%”, certifica lo studio.

Ciò potrebbe, almeno in parte, smentire i luoghi comuni sulla carenza di lavoratori come riflesso della misura del Reddito di Cittadinanza. Piuttosto, prendendo in considerazione lo studio appena citato, si evidenzia una strutturale carenza di lavoratori adeguatamente formati alle esigenze del mercato. Anzi, alcuni comparti risultano totalmente sguarniti.

Che cos’è il Sistema Informativo Excelsior?

Il Sistema Informativo Excelsior è realizzato da Anpal e Unioncamere. Si colloca tra le maggiori fonti disponibili in Italia sui temi del mercato del lavoro. Infatti, dal 2010, il Sistema Informativo Excelsior fornisce anche previsioni sul fabbisogno occupazionale a medio termine (orizzonte quinquennale), tramite un modello econometrico multisettoriale e con un approccio analogo a quello seguito a livello europeo dal CEDEFOP.

Come si legge nell’ultimo Bollettino, “le previsioni sono riferite al periodo 2022-2026 e sono dettagliate per settore economico, tipologia di occupazione, professioni, livelli di istruzione e principali indirizzi di studio. Il modello, che valorizza le informazioni acquisite periodicamente tramite le indagini Excelsior condotte presso le imprese italiane dell’industria e dei servizi, consente di prevedere l’evoluzione dell’occupazione per 35 settori (compresa la Pubblica Amministrazione) e di derivare il fabbisogno occupazionale (al netto del settore agricolo, della silvicultura e della pesca) per gruppo professionale, livello di istruzione e principali indirizzi formativi”.

Il programma Gol ed 81mila inserimenti in Campania entro il 2022

Dopo mesi di attesa, sono stati finalmente pubblicati i primi bandi rivolti a cittadini ed operatori privati per la formazione.

Gol

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Programma Gol in Campania entra nella fase operativa, con la pubblicazione degli avvisi rivolti ai cittadini ed agli operatori accreditati. Come si apprende dal sito di Anpal, “alla Regione Campania è stato assegnato per la prima annualità del programma l’importo complessivo di € 119.416.000.

I beneficiari che devono essere raggiunti dalla Regione Campania per il 2022 sono i seguenti:

  • target 1 – 81.420 beneficiari coinvolti nelle attività di assessment realizzate, in via esclusiva, dagli operatori dei Centri per l’Impiego della Regione Campania, per l’assegnazione ai percorsi Gol. Di questi, almeno il 75% dovranno essere donne, disoccupati di lunga durata, persone con disabilità, giovani under 30, lavoratori over 55;
  •  target 2 – 21.712 beneficiari coinvolti in attività di formazione, di cui 8.142 per il rafforzamento delle competenze digitali. Con l’attuazione e la messa a regime del Programma Gol la Regione Campania intende offrire ai propri cittadini politiche attive integrate con la formazione e con l’inserimento lavorativo, in modo particolare a coloro che maggiormente sono esposti rispetto al mercato del lavoro”.

L’importanza del Programma Gol nella Regione Campania

Attraverso il Programma Gol, la Regione Campania intende mettere in campo politiche attive integrate con la formazione e con l’inserimento lavorativo per migliorare l’occupabilità dei lavoratori, innalzarne il livello delle tutele attraverso la formazione e facilitarne le transizioni occupazionali.

I primi due bandi mirano ad accompagnare i differenti beneficiari nei diversi percorsi previsti, consentendo contestualmente agli operatori la predisposizione e la realizzazione delle attività formative. Formazione ed inserimento nel mercato del lavoro sono i due binari per dare nuova linfa alle politiche attive, sperando anche in una maggiore reattività dei Centri per l’Impiego.

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