Cronaca

Morte Gaia e Camilla, l’Associazione Vittime della Strada “Inaccettabile che in Italia la colpa sia sempre del morto”

Morte Gaia e Camilla, la nota dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della strada “Inaccettabile che in Italia la colpa sia sempre del morto”.

Morte Gaia e Camilla: la nota dell’Associazione Vittime della Strada

Dopo la campagna mediatica denigratoria avviata nei confronti di Gaia e Camilla, le due giovanissime investite ed uccise a Roma, da Pietro Genovese, figlio del regista Paolo, interviene duramente Pietro Crisafulli responsabile della sede catanese dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della strada, e presidente di Sicilia Risvegli Onlus.

Una battaglia di civiltà

Crisafulli è impegnato da anni nella lotta per il fratello Salvatore Crisafulli, che dopo un incidente nel 2003 è stato in coma vegetativo. Salvatore è morto a febbraio del 2013 a 48 anni, 10 dei quali trascorsi completamente immobilizzato.

Una campagna mediatica ignobile

“Si tratta di terrorismo puro contro le vittime” – ha dichiarato Pietro Crisafulli – “Vengono diffuse dai media nazionali notizie false, nei quali si attribuisce la colpa alle due vittime Gaia e Camilla. Vorrei che la smettessero Nordio, Sallustri ed altri, di raccontare fandonie, che rispettassero le vittime che in questo caso sono due. Ormai siamo abituati a sentire che tutti i morti ammazzati negli incidenti stradali devono avere torto, e purtroppo io ne so qualcosa!

Una vita a metà

Il dolore vero è sempre per chi resta “La vera condanna” – continua Crisafulli – “l’abbiamo noi, si chiama la sofferenza dell’ergastolo del dolore, che adesso vivranno in eterno i genitori delle ragazze”.

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