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L’11 giugno del 1982 nasceva il capolavoro di Steven Spielberg: E.T. l’extra-terrestre

Che bel giorno fu quell'11 giugno del 1982 quando Steven Spielberg ci regalò quella fiaba racchiusa nella malinconica frase «E.T. telefono casa»

Ricorderemo per sempre con somma nostalgia quel giorno in cui, il genio Steven Spielberg, ci regalò una delle sue massime opere: E.T. l’extra-terrestre. Quell’11 giugno del 1982, infatti, fu un momento memorabile per i fan di tutto il mondo, perché tutti hanno avuto l’onore di vivere una fiaba racchiusa nella malinconica frase «E.T. telefono casa».

11 giugno 1982: nasceva E.T. l’extra-terrestre

L’11 giugno è una data particolare per il cinema, poiché nel 1982 segna l’uscita nelle sale dei grandi capolavori di Steven Spielberg, E.T. l’extra-terrestre.

Si tratta di una pellicola che riflette il tema sull’amicizia tra un bambino ed un extraterrestre, per l’appunto: il film ha conquistato e commosso generazioni di spettatori. Si tratta di una pellicola che, per l’American Film Institute, è al ventiquattresimo posto nella classifica dei migliori film americani di tutti tempi.

Trama

E.T. l’extra-terrestre segue le magiche avventure di un piccolo alieno che si ritrova per caso sulla Terra. Tutto ha inizio quando una notte, in una foresta californiana, giunge una grande astronave, dalla quale scendono degli alieni indaffarati a prelevare dei campioni di piante e fiori. Gli agenti dell’FBI si accorgono del loro arrivo e si apprestano a raggiungerli immediatamente.

È allora che il gruppo di extraterrestri tenta una fuga improvvisa durante la quale, però, resta a terra uno di loro, E.T. – scappando dai poliziotti – raggiunge una casa dove abita Elliott (Henry Thomas), un ragazzino di nove anni, che vive con il fratello più grande Michael (Robert MacNaughton), la sorella Gertie (Drew Barrymore) e sua madre Mary (Dee Wallace-Stone).



Il successo

Per il regista, E.T. aprì la strada a un nuovo genere di film: pellicole più personali, incentrate sulle emozioni e sulle condizioni umane dei protagonisti, come Il colore viola, Schindler’s List e Amistad.

Nel 1994 fu scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. Nel 1998 l’American Film Institute l’inserì al venticinquesimo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi, mentre dieci anni dopo, nella lista aggiornata, salì al ventiquattresimo posto.


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Steven Spielberg insieme ad un modello di E.T. nel 2016.

Effetti Speciali

Per la creazione dell’alieno protagonista, Spielberg diede diverse istruzioni agli artisti concettuali: E.T. avrebbe dovuto essere alto soltanto un metro, con un collo telescopico e piccoli piedi grassocci. Per la costruzione pratica della creatura, si rivolse a Carlo Rambaldi, che collaborò già con il regista in Incontri ravvicinati del terzo tipo.


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Carlo Rambaldi nel 2010.

 

Antonio Bassano

Giornalista pubblicista dal 2017, ma anche eterno appassionato di lotta, pittura, street photography e del mondo otaku. Cresciuto giornalisticamente grazie al quotidiano L'Occhio di Francesco Piccolo, Antonio Bassano ha un approccio alla professione letterario semplice e spontaneo, nonché orientato a mettere a nudo la notizia senza commistioni o forzature.

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