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I pericoli della tecnologia spiegati da ex dipendenti Facebook e Google

“Eravamo dentro e sappiamo cosa misurano le compagnie tecnologiche. Sappiamo di cosa, come parlano e come funzionano”, affermano i promotori di una campagna che intende istruire studenti, genitori e insegnanti sui pericoli della tecnologia

NAPOLI. Al boom segue sempre un periodo di distensione, allontanamento, quasi rifiuto in alcuni casi. Questa semplice legge – se così vogliamo definirla – vale per qualsiasi fenomeno. E, a quanto pare, anche il web e la tecnologia non sembrano fare eccezione.

La “reazione” degli ex Facebook e Google

Se poi il possibile evento di rottura si verifica negli Stati Uniti, patria di Facebook e Google, significa che la reazione è da prendere in seria considerazione. Infatti, proprio un gruppo di ex impiegati dei due colossi statunitensi, preoccupati dagli effetti che Internet sta facendo riscontrare sulle persone e sulla società, ha deciso di formare un gruppo di lavoro per sfidare le compagnie sopracitate.

Il progetto prende il nome di Center for Human Technology e consiste nell’avviare una sorta di campagna di sensibilizzazione nelle scuole pubbliche degli Stati Uniti. Iniziativa, quest’ultima, che ha preso il titolo di Verità sul mondo tech.

“Sappiamo come funzionano”

Il perché di questa decisione? A spiegarlo è Tristan Harris, ex dipendente Google, che al New York Times ha dichiarato: “Eravamo dentro e sappiamo cosa misurano le compagnie tecnologiche. Sappiamo di cosa, come parlano e come funzionano”.

L’iniziativa ha finora raccolto 7 milioni di dollari, in collaborazione con la società no-profit Common Sense Media. L’obiettivo, come riportato dall’Ansa, consiste nel pianificare una campagna in 55.000 scuole pubbliche negli Stati Uniti per istruire studenti, genitori e insegnanti sui pericoli della tecnologia.

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