Curiosità

Appuntamento questa sera, su Rai1, con il film “Natale in casa Cupiello”

Tra gli interpreti Sergio Castellitto e Marina Confalone, la colonna sonora è di Enzo Avitabile

È in arrivo su Rai1 Natale in casa Cupiello, l’ultima trasposizione dell’intramontabile opera teatrale di Eduardo De Filippo, firmata dal regista Edoardo De Angelis. Un omaggio nel 120° anniversario della nascita del celebre drammaturgo e poeta.

Trama, cast e curiosità sul film, che racconterà le vicende dal sapore agrodolce tratte dal capolavoro di Eduardo attraverso le straordinarie interpretazioni di Sergio Castellitto, Marina Confalone, Adriano Pantaleo, Tony Laudadio, Pina Turco, Alessio Lapice e Antonio Milo. Una storia che narra le dinamiche complesse e conflittuali di una famiglia che, Natale alle porte, si ritrova a fare i conti con una palese e profonda incapacità di comunicare.

Natale in casa Cupiello, questa sera su Rai1: trama, cast, curiosità

L’attesa è finita, Natale in casa Cupiello sbarca su Rai1, stasera, alle 21.30. Il film è stato diretto da Edoardo De Angelis, ed è tratto dall’omonima opera teatrale scritta da Eduardo De Filippo, verso il quale è un omaggio in occasione del 120° anniversario dall’anno della sua nascita. La commedia è stata scritta da Eduardo De Filippo nel 1931 ma, rspetto all’opera originale, in questa versione le vicende sono ambientate circa vent’anni dopo, nel 1950.

Il film

Una pellicola molto bella che vede attori importanti tra i protagonisti quali Sergio Castellitto, Marina Confalone, Adriano Pantaleo, Tony Laudadio, Pina Turco, Alessio Lapice e Antonio Milo e che narrerà, come nella famosa commedia di Edoardo, la storia conflittuale di una famiglia che alla vigilia di Natale alle porte scopre la sua incapacità di comunicare.

La colonna sonora firmata da Enzo Avitabile

La “main song” del tanto atteso “Natale in casa Cupiello” di Edoardo De Angelis, è stata firmata da Enzo Avitabile, che ha composto la canzone “E duorme stella”. Ecco il testo:

E duorme stella
E duorme stella

E duorme stella
sutta unu filu ‘e luna
ncopp o munno ‘e tutti i strati
ncopp o bene e o male

e duorme accussi into tuorri re sciuri
a vita rintra l’acqua raggia
scagnà ‘e culura

E duorme stella
E duorme stella

E duorme stella
nun sjam scise da te
ma simme nat’ ‘mmiézzo grano
quando s’appicc o cielo
e duorme accussí
non ce dicemm niente
a vita nasci ra vita
poi ce rimani sempre

e duorme accussì
non ce dicimme nente
a vita nasci ra vita
poi ce rimani sempre

e duorme accussì
non ce dicimme nente
a vita nasci ra vita
poi ce rimane sempre

E duorme stella
duorme stella
duorme stella

E duorme stella
duorme stella
duorme stella

Tre curiosità su Natale in casa Cupiello

Una commedia tra le più classiche e le più rappresentate della storia del teatro, e una delle più celebri del grande Eduardo, ecco alcune curiosità:

  • La più celebre commedia di Eduardo ha debuttato nel giorno di Natale del ’31, al Teatro Kursaal di Napoli. In origine la commedia contava su un atto unico: mancava quindi l’inizio e la parte conclusiva, che risale addirittura al ’43. A vestire i panni di Lucariello, Concetta e Nennillo, troviamo i tre fratelli De Filippo, Eduardo, Titina e Peppino. È l’avvio vero e proprio della Compagnia delTeatro Umoristico I De Filippo”, composta dai tre fratelli e da attori già famosi e non.
  • Pare che sia di Peppino De Filippo la frase simbolo di tutta la commedia: “Nun me piace o presebbio!”
  • I nonni materni dei De Filippo si chiamavano proprio Luca e Concetta, come i protagonisti della commedia.
  • Il significato del ‘presebbio’ (presepe): con la stessa cura ‘maniacale’ con cui costruisce e tiene unito con la colla il suo presepe, Luca Cupiello spera di tenere unita la sua famiglia, in cui ogni componente occupa un preciso ruolo, proprio come nel suo presepe.

I personaggi della commedia di Eduardo

  • Luca Cupiello (chiamato affettuosamente Lucariello): è il protagonista della storia, capofamiglia dei Cupiello. Si tratta di un signore della bassa borghesia dai modi pacati e a volte eccessivamente pomposi, reso talvolta bizzoso e irascibile a causa dell’età (cosa che in realtà rimprovera a sua moglie). Molto legato ai valori famigliari e alla tradizione, è entusiasta di poter costruire il suo presepe, cui lavora alacremente ignorando le critiche di moglie e figlio. Pur essendo un personaggio prevalentemente comico, nel corso della commedia appare chiaro che nasconde una grave malattia, visibile nelle sue difficoltà motorie e linguistiche.
  • Concetta: moglie di Luca, è anche lei piuttosto avanti con l’età. Pragmatica e diretta, Concetta è un po’ il contraltare di Luca: è lei che sopporta le sue lamentele e, più in generale, tutte le piccole e grandi difficoltà della famiglia. Come il marito, nonostante la forte componente umoristica del suo personaggio, anche in lei è ravvisabile la negatività, data dalla pena di essere l’unica a conoscenza delle vicissitudini sentimentali di Ninuccia; spesso e volentieri nel corso del dramma sarà sopraffatta da tutti questi carichi, che spezzeranno l’apparente sua forza e le causeranno crolli emotivi.
  • Tommasino (detto Nennillo): secondogenito di Luca e Concetta, incarna il personaggio del giovane fannullone e sfaticato, in contrasto con la famiglia e apparentemente senza voglia di lavorare e atto a procurarsi soldi in tutti i modi, anche i meno puliti. Nel terzo atto queste caratteristiche avranno però un completo ribaltamento, e Nennillo si trasformerà in un figlio devoto che farà di tutto per confortare i genitori nella difficoltà.
  • Ninuccia: prima figlia di Luca e Concetta. La ragazza, intrappolata tra un matrimonio che la rende infelice (con Nicolino) e un amore impossibile (per Vittorio), appare quasi sempre scontenta e malinconica, arrivando talvolta a reazioni furiose. Da alcune frasi dette da Luca Ninuccia viene dipinta come una ragazza sognatrice e piena di voglia di libertà, tuttavia rimane sempre e comunque asservita alla sua famiglia.
  • Nicolino: marito di Ninuccia, è un grosso commerciante che incarna il ruolo del borghese arricchito. Nicolino appare infatti elegante e distinto, ma è in realtà rozzo, trasandato e per nulla adeguato allo status sociale che ha raggiunto. Inoltre vede Ninuccia come un oggetto di sua proprietà, e pur trascurandola e rendendola infelice ne è incredibilmente geloso.
  • Vittorio: l’amante di Ninuccia. Vittorio è dipinto come personaggio speculare a Nicolino: più povero, ma realmente distinto ed elegante, è bruciato dal desiderio di Ninuccia, che lo spinge anche ad azioni irrazionali.
  • Pasqualino: fratello di Luca e suo coinquilino, Pasqualino è uno scapolo di mezza età dai modi collerici e vittimistici; è il bersaglio preferito di Tommasino, che in effetti è particolarmente dispettoso nei confronti dello zio.

La trama della comemdia di Eduardo

I atto

È la mattina dell’antivigilia di Natale. Luca Cupiello e sua moglie Concetta si svegliano, ma il loro risveglio è reso comicamente faticoso dalle bizze dell’uomo, che si lamenta per il freddo e per il pessimo caffè che lei gli ha preparato. Luca è un fervente amante delle tradizioni natalizie, e non vede l’ora di potersi dedicare maniacalmente alla composizione del Presepe, nonostante le critiche della moglie e del figlio Tommasino (Nennillo), che lo ritengono anacronistico (questa situazione costituirà una gag ricorrente per tutta la messa in scena). La sua impresa è inoltre resa difficoltosa dall’intervento di suo fratello Pasqualino, scapolo collerico in perenne guerra col pestifero Nennillo; Luca sembra inoltre avere alcune difficoltà nei movimenti e nel ricordare le cose, tragicomiche anticipazioni del dramma che seguirà. Irrompe in casa la figlia Ninuccia, agitata per l’ennesima lite con suo marito Nicolino. Ninuccia, che non ha mai amato il marito, vuole scappare con il suo amante Vittorio e confessa alla madre di voler lasciare Nicolino a cui ha scritto una lettera di addio. La donna, a causa delle forti resistenze della madre, ha un attacco nervoso e, nell’impeto, rompe alcune suppellettili e la struttura del presepe. Nel caos che segue Concetta ha un mancamento, e riesce a strappare a Ninuccia la promessa di fare la pace con Nicolino; tuttavia nel trambusto la ragazza perde la lettera, che sarà ritrovata da Luca il quale, ignaro di tutto, la consegna a Nicolino.

II atto

In casa Cupiello è tutto pronto per festeggiare la vigilia di Natale. Tommasino, ignaro della relazione della sorella, arriva a casa accompagnato da Vittorio che, oltre a essere l’amante di sua sorella, è anche suo amico. Il ragazzo insiste perché si trattenga qualche minuto a casa sua. Rimasti soli, Concetta chiede a Vittorio di andarsene immediatamente e permettere a Ninuccia di salvare il suo matrimonio con Nicolino: quest’ultimo infatti, dopo aver letto la lettera consegnatagli incolpevolmente dal suocero, è a conoscenza della loro relazione, e solo i copiosi sforzi di Concetta hanno evitato il peggio. In quel momento tuttavia rincasa Luca che, anch’esso ignaro della relazione extraconiugale della figlia, insiste perché Vittorio si fermi a cena. La serata prosegue con una tensione di sottofondo, stemperata dai pasticci di Luca, Nennillo e Pasqualino e da mille disavventure che costellano la preparazione della cena. Approfittando di un momento di solitudine, Ninuccia e Vittorio hanno un drammatico incontro che sfocia nell’esplosione della passione tra i due; Nicolino li sorprende nell’atto di scambiarsi un dolce bacio, e accusa Ninuccia e Concetta di averlo ingannato. I due uomini e Ninuccia abbandonano quindi la casa per potersi sfidare a duello. Mentre Concetta, rimasta sola in scena, si dispera, giungono Luca, Pasqualino e Tommasino vestiti da re magi con i loro regali per lei.

III atto

Venuto brutalmente a conoscenza della situazione familiare, Luca, per anni vissuto nell’illusione di aver creato una famiglia felice, ha un colpo apoplettico e si ritrova a letto in preda a difficoltà motorie e verbali per l’ictus sopravvenuto. L’intero vicinato è ormai costantemente presente al suo capezzale, dove Luca accusa deliri e allucinazioni che hanno come protagonista il genero Nicolino, che ha lasciato immediatamente la moglie e si è recato da alcuni suoi parenti a Roma. Pur nel delirio Luca spera ancora di vederlo riappacificato con sua figlia, la quale è distrutta dal dolore in quanto è perfettamente cosciente che su di lei ricadono le colpe della malattia del padre. Sopraggiunge il medico, che improvvisa una diagnosi incoraggiante alla moglie ed alla figlia di Luca, ma rivela invece al fratello la cruda verità: Luca non ha scampo e la sua morte è ormai questione di ore. Una improvvisa visita dell’amante Vittorio, che si sente moralmente responsabile dello stato di salute di Luca, ne provoca l’ennesimo equivoco allucinatorio e Luca, scambiandolo per Nicolino, arriva a benedire inconsapevolmente l’unione dei due amanti proprio all’arrivo del marito di lei, che viene subito trattenuto a viva forza e portato fuori dai presenti. Luca Cupiello, ormai definitivamente ripiegato nelle sue allucinazioni, si avvia così a morire ignaro ancora una volta della realtà.

Tommasino, alla domanda che suo padre gli rivolge in punto di morte, «Te piace ‘o presepio?» (“Ti piace il presepe?”), alla quale egli in precedenza aveva sempre risposto di no con stizzita protervia, finalmente si “scioglie” e tra le lacrime gli sussurra un laconico , proprio mentre suo padre sembra entrare nella gioiosa allucinazione di un “enorme presepe nei cieli”.

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