Notte di San Lorenzo, occhi al cielo per vedere le stelle cadenti

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L'attesissima notte di San Lorenzo è alle porte, ma attenzione: la data tradizionale non è la più adatta per esprimere i nostri desideri

Agosto è iniziato e iniziano già i preparativi per  le escursioni al buio per guardare verso il cielo alla ricerca di stelle cadenti. Ma attenzione, la data tradizionale, la notte di San Lorenzo, il 10 agosto, non è la più adatta per esprimere i nostri desideri: meglio quella del 13 agosto.

Notte di San Lorenzo, quando vedere le stelle cadenti

La notte fra 12 e il 13 agosto offriranno uno spettacolo davvero unico, con stelle che sfrecceranno luminose in un cielo completamente buio.

Dal punto di vista astronomico il periodo dell’anno in cui si celebra San Lorenzo coincide col passaggio delle Perseidi, ovvero quello sciame meteorico visibile ad occhio nudo dalla Terra. La pioggia meteorica si manifesta in genere dalla fine di luglio fino oltre il 20 agosto, con una media di circa un centinaio di scie luminose osservabili ogni ora.

Anno ottimo per l’osservazione

A meno di rovesci climatici, il 2019 si annuncia come un anno favorevole per le osservazioni. Il momento migliore per l’osservazione è senza dubbio quello delle ore centrali della notte, ossia quando la costellazione di Perseo è più alta in cielo. In questo periodo sarà possibile contare alcune decine di meteore ogni ora. Ma il massimo vero e proprio è previsto intorno alle ore 8 del 13 agosto, quando sarà ormai giorno.

Telescopi? Non servono

Inutile cercare telescopi e binocoli. Lo spettacolo è visibile ad occhio nudo. Necessario, però, un punto di osservazione molto buio. Quindi da escludere città, luoghi illuminati o zone simili, altrimenti vedrete poco o nulla.

Curiosità

Se nell’antichità erano viste come segni di ‘cattivi presagi’, perché tutti credevano che fossero  le lacrime delle divinità, è solo con l’avvento del Cristianesimo che hanno cambiato significato. Non a caso, durante la notte di San Lorenzo, in ricordo del suo martirio, è nata l’usanza di poter esprimere un “desiderio”, cioè di chiedere la “grazia”.

 

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