Scienza e Tecnologia

Salute visiva: occhi fissi su tablet e smartphone crea danni irreversibili

Troppo tempo su smartphone, tablet e pc aumentano il rischio per danni irreversibili agli occhi? Ecco cosa dicono gli esperti.

Occhi fissi su smartphone e pc: rischio per la salute visiva

Gli occhi, quando vengono esposti alla luce blu, sono sotto pressione tutto il giorno e, spesso, anche di notte. Nel breve termine il pericolo potrebbe limitarsi ad arrossamenti e secchezza oculare, ma alla lunga l’utilizzo sregolato di tablet, computer e smartphone può causare danni irreparabili alla vista.

A dirlo sono gli esperti, che lanciano l’allarme sull’utilizzo di dispositivi digitali in maniera scorretta e senza protezioni adeguate.

Il parere degli esperti

“E’ ormai dimostrato che l’utilizzo eccessivo dei dispositivi digitali provochi danni irreversibili, soprattutto tra i più giovani. Nell’immediato si riscontra una drastica riduzione della lacrimazione e un arrossamento dell’occhio, mentre l’utilizzo notturno influisce sul ciclo sonno-veglia“, afferma Alessandro Eftimiadi, specialista in oftalmologia, responsabile della branca Oculistica del Gruppo Sanitario Usi.

Uno studio cinese ha evidenziato, inoltre, che i bambini al di sotto dei 10 anni che usano per più di 3 ore al giorno computer, tablet e smartphone, hanno un rischio maggiore di sviluppare danni precoci alla macula.

“Bisogna tenere a mente che la retina è un tessuto nervoso e le cellule nervose quando si alterano irreversibilmente poi muoiono. A ogni cellula morta corrisponde un buco’. Dunque, il danno è irreversibile“.

Cosa fare per evitare danni irreversibili

“Sarebbe opportuno ridurre la quantità di tempo passato davanti agli schermi, per gli adolescenti non più di tre ore al giorno -conclude l’esperto.

“Inoltre, anche se non si hanno difetti di vista, si raccomanda di indossare occhiali fotoselettivi che filtrano la lunghezza d’onda della luce blu. Per il futuro, invece, stanno iniziando a sperimentare colliri filtranti in grado di rallentare i danni prodotti dalla radiazione blu“.

 

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