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Oggi è la Giornata Mondiale dell’Abbraccio: quest’anno è più importante

Oggi è la Giornata Mondiale dell'Abbraccio. O, se preferite, il National Hugging Day

Quanto ci manca poter abbracciare i nostri genitori, figli, amici, parenti, fidanzati, mariti e moglie. Quanto ci manca quel contatto fisico che dall’inizio della pandemia da Covid 19 abbiamo dovuto mettere da parte per la nostra sicurezza e salute. Una lezione durissima che siamo costretti ad imparare. Gesti che ci mancano ancora di più oggi, 21 gennaio, Giornata Mondiale dell’Abbraccio. O, se preferite, il National Hugging Day, una giornata che non a caso cade ogni anno a ridosso del Blue Monday, il giorno più triste dell’anno, il terzo di gennaio, al quale tutti i lettori sono fortunatamente sopravvissuti all’inizio di questa settimana.

21 gennaio, Giornata Mondiale dell’Abbraccio

Mantenere le distanze. Ce lo dobbiamo ricordare tutti i giorni, un promemoria sempre attivo, una sveglia che puntualmente suona, che ci ricorda di stare lontani e di cui ci dimentichiamo. Ce ne dimentichiamo istintivamente. Lo sapevamo già prima, ma oggi ce lo ricordiamo più che mai: siamo fatti per stare vicini, per sentirci. Siamo fatti per toccarci le mani, per conoscerci, per conversare guardando le bocche. Siamo fatti per abbracciare.

Oggi 21 gennaio Giornata Mondiale Abbraccio

Il National Hugging Day

La giornata internazionale degli abbracci si presenta ogni anno puntualissima, come antidoto al giorno più triste, per ricordarci l’importanza del più universale tra tutti i gesti d’affetto. E come dimenticarlo? Lo ricorderemo anche per questo il 2020, perché abbracciarsi era proibito.

L’abbraccio diminuisce lo stress più delle carezze, diminuisce lo stress anche più dei baci, e più dei baci comunica voglia di passione e desiderio. Un esercizio che gli psicologi suggeriscono alle coppie in crisi è “l’abbraccio a forma di A”, i corpi distanti, ci si sporge in avanti e si uniscono le mani sopra la testa, formando una A, quindi si rimane lì, vicini ma senza toccarsi, a sentire la voglia di contatto, che cresce. E non è forse questo il riassunto più esaustivo di quello che abbiamo vissuto: un anno distanti, a desiderare di avvicinarci, senza poterlo fare, un anno passato fermi in un abbraccio a forma di A? Probabilmente è proprio questa la lezione più importante che abbiamo imparato, quella sulla vicinanza, sull’affetto, e sul contatto, e su quanto siamo fatti per questo.

Oggi 21 gennaio Giornata Mondiale Abbraccio

La forza degli abbracci

E se già ben conosciamo il potere che ha l’abbraccio come gesto d’affetto, forse quello che non sappiamo è quanto questo sia anche il più potente segnale di passione e desiderio. Come spiegato dallo psicologo americano David Schnarch, nel suo libro “La psicologia della passione sessuale”, l’abbraccio è il più potente tra tutti i gesti d’amore, è nell’abbraccio che si racchiude tutto il desiderio di contatto, è con l’abbraccio che si abbattono le barriere dell’anima.

Oggi possiamo solo immaginarceli, gli abbracci che vorremmo dare, teneri, profondi, caldi, possiamo stilare una lista, e promettere di spuntarla tutta, e poi farlo davvero. Perché mai siamo stati più consapevoli di questa fame di contatto, e non appena possibile correremo il rischio di chiederli tutti, gli abbracci che vogliamo. E quanto saranno forti quelli che daremo.

Oggi 21 gennaio Giornata Mondiale Abbraccio

Cos’è e come è nata la Giornata Mondiale dell’Abbraccio

Trentacinque anni fa, a Clio, paesino nel Michigan, nasceva una ricorrenza che ora si celebra in tutto il mondo. Kevin Zaborney, il pastore della chiesa locale, lanciò la Giornata dell’abbraccio, scegliendo come data il 21 gennaio. Un periodo ritenuto tra i più tristi dell’anno, perché segue le feste natalizie – con il loro lascito di nostalgia – e precede un altro appuntamento per molti spinoso, San Valentino.

Il reverendo voleva incoraggiare i fedeli ad abbracciare spesso i propri famigliari e amici e a non aver paura di mostrare le proprie emozioni. Del resto, gli abbracci sprigionano proprio emozioni positive, ma sono anche un toccasana per la salute: inducono il rilascio di ossitocina (il cosiddetto «ormone dell’amore»), riducono i livelli di stress, fanno bene alla salute cardiovascolare.

Ma in quest’anno di pandemia, proprio quando un abbraccio farebbe un gran bene all’umore, i contatti sono da evitare. Lo ha ricordato anche Mike Ryan, il capo delle operazioni di emergenza dell’Organizzazione mondiale della sanità: «C’è anche l’abbraccio fra i contatti più tragicamente pericolosi in questa pandemia. Noi dell’Oms ci troviamo di fronte a un orribile dilemma, ma dobbiamo essere chiari: raccomandiamo alle persone di non abbracciarsi».

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