Cronaca

Omicidio Alice Scagni, i genitori sporgono denuncia contro lo Stato per omissione di atti d’ufficio

Per i genitori: "L’omicidio poteva essere evitato con un intervento tempestivo delle autorità"

I genitori di Alice e Alberto Scagni hanno sporto denuncia per omissione di atti d’ufficio e morte come conseguenza di altro omicidio. Tramite l’avvocato Fabio Anselmo, già coinvolto nel caso Stefano Cucchi, Antonella Zarri e Graziano Scagni, hanno sporto denuncia contro la rete statale (la ASL3 Struttura di Salute Mentale, gli agenti del 112, i Vigili Urbani che per primi si sono recati a casa di Alberto Scagni e la Questura di Genova) con l’accusa di mancato intervento nonostante le numerose segnalazioni riguardanti la pericolosità del 42enne.

Omicidio Alice Scagni, la denuncia contro lo Stato

L’uomo soffriva infatti da tempo di problemi psichici e la stessa struttura della Salute Mentale aveva suggerito ai genitori di intervenire con un trattamento sanitario obbligatorio. Nonostante le ripetute chiamate al 112 (di cui avvenuta proprio il 1 maggio, sette ore prima che Alberto uccidesse la sorella Alice con 17 coltellate), non è stato mai disposto alcun provvedimento contenitivo.

La denuncia

La denuncia arriva dopo l’apertura di un fascicolo contro ignoti riguardante le “possibili omissioni” da parte delle forze dell’ordine. “L’omicidio – scrive l’avvocato Anselmo – poteva essere evitato. Allo stato degli atti, non si può non considerare il dolo degli autori dell’omissione rispetto ai fatti avvenuti il 1 maggio scorso. I genitori di Alberto e Alice Scagni hanno chiesto l’intervento della forza pubblica affinché fosse impedito al figlio di fare del male alla sorella: le forze dell’ordine non hanno assunto alcuna iniziativa”.

In particolare, l’avvocato Anselmo sottolinea che il TSO non richiede una denuncia da parte degli interessati. “Non si capisce perché, a fronte degli allarmi ricevuti, la dottoressa informata dei fatti abbia aspettato di parlare con il suo primario prima di programmare la convocazione di Alberto per una visita il 2 maggio. Non è chiaro perché non abbia proceduto direttamente” continua il legale nella denuncia.

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