Cronaca

Omicidio Elena Del pozzo, le immagini della madre che corre al campo la mattina: era andata a scavare la buca

Omicidio di Elena Del Pozzo a Catania: emergono nuovi dettagli. La mattina del 13 giugno la madre era andata al campo per scavare la buca

Emergono nuovi dettagli sull’omicidio di Elena Del Pozzo, la bimba di soli 5 anni uccisa dalla madre a Mascalucia. Poche ore prima del delitto la madre, la 23enne Martina Patti, era uscita di casa ed era andata, stando a quanto riferiscono gli inquirenti, a scavare la buca nella quale avrebbe seppellito il corpicino della bambina, uccisa con almeno 11 coltellate. La donna aveva inscenato un finto rapimento: è stata la 23enne a confessare l’omicidio e a indicare il luogo della sepoltura ai carabinieri.

Omicidio Elena Del Pozzo, la madre la mattina era andata a scavare la buca

Un omicidio studiato nei minimi dettagli. La donna era convinta di voler uccidere sua figlia di 5 anni avuta con l’ex compagno Alessandro Del Pozzo. È proprio la gelosia nei riguardi della nuova compagna dell’ex il movente del delitto secondo gli inquirenti. Sull’accaduto è ritornata anche la trasmissione televisiva “Quarto Grado” che nella puntata di ieri sera ha mostrato nuove immagini inedite in cui si vede la 23enne uscire uscire in auto la mattina della tragedia. La bambina, la notte prima di morire, era andata a dormire a casa dei nonni paterni.

Cos’è successo la mattina dell’omicidio di Elena Del Pozzo

La mattina dell’omicidio intorno alle ore 8.54 dello scorso 13 giugno, una telecamera installata in via Turati a Mascalucia riprende l’auto di Martina Patti, una fiat 500 di color grigio. La donna stava rientrando a casa dalla festa di compleanno di un’amica. Dopo circa 10 minuti, la donna ripercorre la strada in senso inverso. La sera prima la 23enne era parsa a tutti molto tranquilla. Nessuno avrebbe immaginato cosa stava progettando per il giorno dopo.


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La telecamera mostra la donna che si ferma, non si vede bene l’auto perché coperta da una siepe, il bagagliaio è rivolto verso il campo. Per gli inquirenti lì la donna ha aperto il baule: avrebbe preso degli oggetti – con ogni probabilità la pala e la zappa che si era procurata – e li avrebbe portati nel campo in cui è stata trovata morta Elena.

Martina Patti in auto la mattina del delitto

Pochi minuti dopo l’auto di Patti riparte senza ripassare sotto la telecamera: secondo gli inquirenti Martina torna a casa facendo una strada alternativa, ma una manciata di minuti dopo riappare. Questa volta è a piedi, in tenuta da jogging e corre.

Quando arriva all’altezza della piazzola dove si era fermata prima con l’auto, la giovane donna si blocca ed entra nel campo. Solo dopo 40 minuti circa Martina Patti ritorna verso casa a passo svelto. Secondo gli inquirenti in quei 40 minuti Martina avrebbe scavato la buca in cui nasconderà il corpo di sua figlia. Sono le 9.55 del mattino.


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Omicidio di Elena Del Pozzo: la ricostruzione della vicenda

La piccola Elena Del Pozzo è stata uccisa da sua madre. La donna, Martina Patti, aveva inscenato il rapimento nel pomeriggio del 13 giugno. La versione dei fatti non ha convinto le forze dell’ordine fin da subito. La donna è crollata nel corso dell’interrogatorio, rilevando il luogo dove aveva sepolto sua figlia.

La piccola Elena è stata uccisa per motivi di gelosia. Un elemento che ha fatto rabbrividire tutta l’Italia negli ultimi giorni. La bimba, infatti, si era affezionata all’attuale compagna di suo padre Alessandro. Martina Patti, non sopportava questa circostanza e per questo motivo potrebbe averla spinta (o contribuito) a uccidere la sua piccola figlia.


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Nessuna traccia dell’arma del delitto

L’arma del delitto non è stata ancora trovata nonostante le vaste ricerche dei carabinieri della Sezione investigazioni scientifiche (Sis) e del comando provinciale di Catania e del Ris di Messina nelle campagne dove è stato trovato il corpicino privo di vita di Elena.

La piccola Elena vittima di una morte lenta: “La bimba ha provato in qualche modo di opporsi”

Per gli inquirenti la piccola Elena Del Pozzo ha provato a salvarsi quel terribile pomeriggio in cui la madre Martina Patti l’ha uccisa a coltellate e poi l’ha seppellita in un terreno vicino casa a Mascalucia. I dettagli emergono dalle analisi scientifiche dei Ris dei carabinieri sul luogo del delitto.

Stando a quanto ricostruito dal Gip nelle 15 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere per la 23enne, Martina Patti “ha inferto più colpi di arma da punta e da taglio alla piccola Elena, che è stata vittima di una morte violenta particolarmente cruenta e probabilmente anche lenta, alla quale è anche verosimile ritenere, in mancanza di emergenze di segno difforme, che abbia in qualche modo e anche solo istintivamente tentato di opporsi e sfuggire”. 


 

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Martina Patti non ricorda nulla dell’omicidio

La madre reo confessa dell’omicidio della piccola Elena ha raccontato di non ricordare nemmeno dove ha gettato l’arma del delitto che non è stata ancora rinvenuta. “Avevo una cosa lunga tipo un coltello, non ricordo dove l’ho preso, non so perché ce l’avevo” ha riferito, e poi ancora “non ricordo di aver sotterrato la bambina, ma sicuramente sono stata io. Quando sono andata al campo avevo con me una busta di plastica di colore nero che ho strappato dal rotolo prima di uscire di casa”.


 

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Martina ha ucciso Elena dicendole che andavano in un posto mai visto

Martina Patti per convincere la piccola Elena Del Pozzo a seguirla nel giorno dell’omicidio, le aveva raccontato che sarebbero andate in un posto che la bambina non aveva mai visto e che le sarebbe piaciuto tanto. Stando a quanto dichiarato dalla madre 23enne, la piccola Elena era così curiosa di vedere quel posto che non aveva nemmeno finito di mangiare il budino che la mamma le aveva preparato al ritorno dall’asilo.

Il racconto non lascia alcun dubbio: per gli inquirenti e i giudici denota una profonda volontà della donna di uccidere sua figlia. Un gesto premeditato che, stando agli investigatori, e la procura di Catania, sarebbe confermato da ogni gesto della donna sia prima del delitto che dopo.

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