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Oggi, nel 1895, Oscar Wilde veniva condannato ai lavori forzati perchè colpevole del reato di omosessualità

La vita di Oscar Wilde non si può certo raccontare in poche righe, ma uno dei fatti più eclatanti legati all’autore inglese accadde il 5 aprile del 1895, la condannata che subì per omosessualità. Oggi si guarda alle famiglie di fatto, ai matrimoni tra persone dello stesso genere, alle adozioni in famiglie arcobaleno spesso con disprezzo, ma ci si dimentica quanto la società abbia saputo essere anche più ottusa di così.

Oscar Wilde condannato per omosessualità

Tante sono le parole e le storie che accompagnano Oscar Wilde, una delle figure più controverse ed affascinanti della fine del XIX secolo. Lo scrittore fu condannato per omosessualità a due anni di lavori forzati il 5 aprile del 1895. Ormai debilitato dai lavori forzati, morì nel 1900.

Gli anni che seguirono dopo la scarcerazione lo portarono anche a Napoli nel 1897.

Di seguito una scena del film “Wilde” del regista Brian Gilde. Nel ruolo dello scrittore inglese troviamo Stephen Fry, mentre nel ruolo di Alfred Douglas c’è Jude Law.

L’accusa di omosessualità arrivò come una doccia fredda, quando il grande autore era all’apice della sua carriera. Ma aver dato ai teatri di Londra alcuni dei titoli più rappresentati della storia della commedia, (L’importanza di chiamarsi Ernesto, Un marito ideale) non lo salvò dal declino.

Coloro che lo avevano adorato lo disprezzarono, compresi i suoi stessi familiari. Per evitare il disonore, la moglie portò via da Londra i suoi figli, e cambiò cognome. Oscar non li rivide mai più.

Una parabola discendente rapida e triste, che lascia ancora l’amaro in bocca in chi legge i suoi scritti e i suoi aforismi, pensando a quanto ancora avrebbe potuto dare all’umanità, se l’ottusità del benpensare borghese avesse agito con maggior criterio.

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