Curiosità

Osservatorio di Capodimonte a Napoli: il primo istituto italiano di astronomia

L’Osservatorio di Capodimonte è il primo istituto di astronomia d’Italia in assoluto. Fu istituito da Giuseppe Bonaparte nel 1807, la completato solo nel 1819, ed è situato presso l’antico monastero di San Gaudioso a Caponapoli.

Osservatorio di Capodimonte a Napoli: la storia

Già nel 1753, nel Regno di Napoli, la disciplina astronomica fu inserita, per la prima volta, tra i programmi delle scuole superiori, grazie a re Carlo di Borbone, che approvò il piano di riforma dello Studio napoletano, a cura di Celestino Galiani.

Nel 1791, re Ferdinando IV diede inizio ai lavori di edificazione della Specola, scegliendo come location la parte nord-orientale del Real Museo di Capodimonte, che ben presto sarebbe stato trasformato nel “Museo Generale ed Accademia delle Arti e delle Scienze”.

Il progetto fu affidato all’architetto romano Pompeo Schiantarelli, ma i lavori non furono portati a termine. Dopo l’ascesa al trono di Giuseppe Bonaparte e, grazie all’introduzione del decreto del 29 gennaio 1807, il Monastero di San Gaudioso sulla collina di Sant’Agnello fu destinato alla fondazione della Specola, in corrispondenza dell’acropoli della greca Neapolis.

Con l’arrivo di Gioacchino Murat a Napoli si ebbe una vera e propria svolta: nel 1809, Federico Zuccari, insegnante di Geografia Matematica nel Collegio Militare, fu nominato direttore dell’Osservatorio. Per prepararsi a questo ruolo, trascorse due anni presso la Specola di Brera, per perfezionare al massimo le sue conoscenze.

astronomia

Il 4 novembre del 1812, iniziarono i lavori per l’edificazione dell’Osservatorio Astronomico di Capodimonte, grazie al decreto del Re ed al progetto coordinato da Zuccari e dall’architetto Stefano Gesse. Il luogo prescelto fu la colina di Miradois, nei pressi della Reggia Borbonica di Capodimonte. Per quanto il progetto fosse degno, purtroppo, peccava di funzionalità, tant’è che i lavori proseguirono con molta lentezza.

I lenti lavori di edificazione dell’Osservatorio di Capodimonte

Il decreto del 1817 fu decisivo: padre Giuseppe Piazzi ideò un piano vincente per il locali tecnici, seppure con grossa difficoltà. I lavori terminarono nel 1819, quando Ferdinando I, tornato sul trono di Napoli nel 1815, approvò lo stanziamento degli ultimi finanziamenti all’interno del piano globale di revisione urbanistica della capitale.

In questo stesso anno furono messi a punto il piazzale, il fossato, il muro di cinta, le decorazioni e le stanze sotterranee. Ancora oggi è possibile vedere scorgere due “targhe” dedicati alla dinastia Borbone: una scritta dedicata al Re Ferdinando I “FERDINANDUS I / ASTRONOMIAE INCREMENTO / MDCCCXIX” ed un bassorilievo che ritrae il re che viene incoronato da Urania, opera di Claudio Monti. Nacque così la prima struttura in Italia destinata in maniera esclusiva alla funzione di Osservatorio Astronomico.

I traguardi raggiunti grazie all’Osservatorio di Capodimonte

Nel 1820, grazie agli astronomi Antonio Nobile ed Ernesto Capocci, fu effettuata la prima misurazione delle distanze meridiane del Sole e di undici stelle e l’anno successivo ci si dedicò alle prime osservazioni astronomiche. Nel 1833 subentrò Ernesto Capocci, nipote di Federico Zuccari.

Osservatorio-Capodimonte

Ben presto, Ernesto Capocci fu impegnato, in collaborazione con Leopoldo Del Re, nella compilazione della carta celeste, con l’assegnazione di una regione da osservare compresa tra -15° e +15° di declinazione e 18 e 19 ore di ascensione retta, utilizzando il cerchio meridiano di Reichenbach, misurando in tre anni le posizioni di circa 7900 stelle.

Riscontrò inoltre la posizione di circa cento stelle doppie. Infine, fino al 1860, subentrò alla direzione Leopoldo Del Re.

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