Parole “vietate” sulla pagina Facebook di Matteo Salvini: “49 milioni” finisce in blacklist

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I 49 milioni sono quelli che la Lega di Salvini ha intascato e deve restituire (in comode rate per 80 anni) ed è un “tema” diventato da tempo un tormentone

Se provate a scrivere “49 milioni” sotto a uno dei post pubblicati sulla pagina ufficiale del ministro dell’Interno Matteo Salvini Facebook non pubblicherà il vostro commento e vi spiegherà anche in maniera chiara il perché: “Il tuo commento contiene una parola che figura in black-list”. A fare questo test è stato Massimo Mantellini che in un tweet spiega: “Ho voluto provare e in effetti è vero. Se commenti sulla bacheca di Matteo Salvini ‘49 milioni’ il commento viene blacklistato. Il massimo tecnologico che possa organizzare la famosa bestia”.

Parole “vietate” sulla pagina Facebook di Matteo Salvini

I 49 milioni sono quelli che la Lega di Salvini ha intascato e deve restituire (in comode rate per 80 anni) ed è ormai un “tema” diventato da tempo un vero e proprio tormentone usato contro il vicepremier leghista che evidentemente ha deciso di correre ai ripari “vietando” quel numero e quella parola sulla sua bacheca. E quindi se scrivi “49 milioni” il commento non appare pubblicamente, rimane marchiato in rosso e solo chi lo scrive può rendersi conto dell’esistenza del blocco operato dai social media manager di Salvini.



C’è comunque qualche trucco per esprimere quel “concetto” sulla pagina fan del ministro dell’Interno e a spiegarlo è sempre Mantellini che ha provato a veicolare il messaggio in modo alternativo, arrivando alla conclusione che, ad esempio, “48 + 1 milioni” funziona. Così come funziona scrivere “quarantanove milioni” e altre combinazioni numeriche.

Vietate anche le parole Siri e Berlusconi

49 milioni, ma anche Siri e Berlusconi: diverse le parole vietate sulla pagina di Salvini –  “49 milioni” non è l’unica stringa di parole finita in blacklist sulla pagina di Salvini. TPI ha fatto un altro test provando a commentare i post di Salvini inserendo diverse parole “sensibili”, ovvero relative a casi e polemiche che riguardano la Lega. Hanno verificato che non è possibile scrivere nemmeno “Legnano”, per esempio, il nome della città guidata dal sindaco leghista arrestato qualche tempo fa. Così come non si può scrivere “Siri” e “Armando Siri”, l’ex sottosegretario della Lega indagato per corruzione.

Anche “Berlusconi” risulta bannato dalla pagina Facebook del segretario della Lega. Ovviamente, come per “49 milioni”, anche qui basta usare un po’ di fantasia per evitare il ban.

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