Pensioni: ecco 11 soluzioni per uscire prima dal mondo del lavoro

pensione

Ecco 11 soluzioni e strade possibili per cercare di uscire prima dal mondo del lavoro e chiedere le pensioni: vediamo ogni passo utile sa seguire

Ecco 11 soluzioni e strade possibili per cercare di uscire prima dal mondo del lavoro e chiedere le pensioni: vediamo ogni passo utile sa seguire.

Pensioni: come accedere anzitempo

Novità per quanto riguarda il fronte pensioni: in quel 2019 sono nate già diverse strade e possibilità per chiedere di uscire dal mondo del lavoro anche prima dei tempi previsti per il pensionamento. Ecco 11 soluzioni da seguire per usufruire di questo beneficio.
Dal 2019 il percorso per andare in pensione si arricchisce di nuove vie d’uscita a seguito dell’introduzione di alcuni istituti e della proroga di altri già noti. Essenziale, sul punto, è il ruolo assunto dal c.d. decretone, ovvero il D.L. n. 4/2019 (conv. in legge n. 26/2019) che ha recato disposizioni urgenti in materia di pensioni.
Oltre all’introduzione di Quota 100, il provvedimento è intervenuto con alcune novità su altre misure pensionistiche tra cui Opzione donna (confermata), Ape social(prorogata), nonché pensione per lavoratori precoci. Il decreto ha anche stabilito il blocco dell’aumento dell’aspettativa di vita per le pensioni anticipate.
I canali per abbandonare il mondo del lavoro, dunque, ne sono usciti notevolmente implementati consentendo agli interessati di poter accedere a diverse opzioni.

Quota 100

La maggiore novità, introdotta dal D.L. n. 4/2019, è rappresentata da Quota 100, una riforma pensionistica, introdotta in via sperimentale per il triennio 2019-2021, che consentirà di andare in pensione in anticipo, al raggiungimento di un’età anagrafica di almeno 62 anni e di un’anzianità contributiva minima di 38 anni (in ogni caso la somma dell’età e degli anni di contributi versati dovrà essere pari a 100).
Si rammenta che la pensione Quota 100 non è cumulabile, a partire dal primo giorno di decorrenza della pensione e fino alla maturazione dei requisiti per l’accesso alla pensione di vecchiaia, con i redditi di lavoro dipendente o autonomo, a eccezione di quelli derivanti da lavoro autonomo occasionale nel limite di 5.000 Euro lordi annui.

Lavoratori privati

Per i lavoratori del settore privato che hanno maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2018, il diritto alla decorrenza della pensione è partito dal 1° aprile. Invece, chi ha raggiunto o raggiungerà i requisiti (62 anni di età + 38 anni di contributi) a partire dal 1° gennaio 2019, sono previste delle “finestre”: in pratica, l’accesso alla pensione sarà consentito dopo tre mesi dalla maturazione dei requisiti.

Lavoratori pubblici e comparto scuola

Per quanto riguarda i lavoratori pubblici, invece, l’accesso decorrerà dal 1° agosto 2019 per coloro che hanno maturato i requisiti entro la data di entrata in vigore del decreto; chi, invece, li matura successivamente, il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico conseguirà trascorsi 6 mesi dalla data di maturazione dei requisiti stessi. La domanda di pensionamento andrà presentata all’amministrazione di appartenenza con un preavviso di 6 mesi.
Per il personale del comparto Scuola e AFAM, continueranno a trovare applicazione le disposizioni di cui all’articolo 59, comma 9, della legge 449/1997. In sede di prima applicazione, entro il 28 febbraio 2019, il relativo personale a tempo indeterminato potrà presentare domanda per la cessazione dal servizio con effetti dall’inizio rispettivamente dell’anno accademico o scolastico.

Opzione donna

Il decretone ha anche prorogato al 2019 la c.d. “Opzione donna”, misura che consente alle lavoratrici, iscritte all’assicurazione generale obbligatoria o a fondi esclusivi o sostitutivi che vantino contributi alla data del 31 dicembre 1995, di andare in pensione in anticipo secondo le regole di calcolo del sistema contributivo.
Nel dettaglio, l’opzione si rivolge alle donne che abbiano maturato, entro il 31 dicembre 2018, un’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni e un’età pari o superiore a 58 anni per le lavoratrici dipendenti (59 anni per le lavoratrici autonome). I requisiti anagrafici non sono adeguati agli incrementi alla speranza di vita.
La decorrenza del trattamento pensionistico sarà posticipata: dopo 12 mesi, per le lavoratrici dipendenti, e 18 mesi, per le lavoratrici autonome, dalla maturazione dei prescritti requisiti.

Ape sociale

Il D.L. ha stabilito altresì la proroga, fino al 31 dicembre 2019, dell’Ape sociale, la misura previdenziale sperimentale, introdotta dalla legge di bilancio 2017, inizialmente in vigore sino al 31 dicembre 2018 (ora fino al 31 dicembre 2019).
L’anticipo pensionistico rappresenta un “prestito ponte” finanziato dallo Stato e volto ad accompagnare verso l’età pensionabile soggetti in determinate condizioni e soggetta a limiti di spesa, è concesso a lavoratori con almeno 63 anni di età, non già titolari di pensione diretta in Italia o all’estero.
In particolare, i richiedenti dovranno essere iscritti all’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti, alle forme sostitutive ed esclusive della stessa, alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi o alla gestione separata e devono trovarsi in una delle condizioni o in una delle categorie che la norma prende in esame.

Ape volontario e aziendale

Tra le scelte ancora praticabili, i futuri pensionati hanno la possibilità di prediligere l’anticipo pensionistico (APE) volontario, anche nella sua declinazione aziendale. L’Ape volontario è un prestito commisurato e garantito dalla pensione di vecchiaia, erogato dalla banca in quote mensili per 12 mensilità, che il beneficiario otterrà alla maturazione del diritto.
L’APE volontario, riconosciuto in via sperimentale dal 1° maggio 2017 al 31 dicembre 2019, può essere richiesto dai lavoratori dipendenti pubblici e privati, dai lavoratori autonomi e dagli iscritti alla Gestione Separata. Sono esclusi i liberi professionisti iscritti alle casse professionali.
Per accedere al prestito è necessario, al momento della richiesta, avere un’età minima di 63 anni e un’anzianità contributiva non inferiore a 20 anni, nonché avere un importo della futura pensione mensile, al netto della rata di ammortamento per il rimborso del prestito richiesto, pari o superiore a 1,4 volte il trattamento minimo dell’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) oppure 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale per i soggetti con riferimento ai quali il primo accredito contributivo decorre dal 1° gennaio 1996.
I lavoratori che abbiano i medesimi requisiti di età e anzianità contributiva dell’Ape volontaria, inoltre, potranno anche accedere all’Ape c.d. aziendale, misura sperimentale che si rivolge ai lavoratori e datori di lavoro del settore privato e punta a favorire l’accompagnamento alla pensione fino a 3 anni e 7 mesi prima rispetto ai requisiti ordinari.

Lavori usuranti

Ai lavoratori che svolgono o hanno svolto prestazioni particolarmente faticose e pesanti (previste in apposito elenco) è consentito accedere alla pensione di anzianità con requisiti agevolati rispetto a quelli previsti per la generalità dei lavoratori dipendenti.
Fermo restando il requisito di anzianità contributiva non inferiore a 35 anni, l’età minima per accedere al pensionamento anticipato varia in relazione alla tipologia di attività lavorativa svolta.

TAG