Un lido nel cuore di Napoli: il flash mob di “Potere al Popoli” davanti alla sede della Regione Campania

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Un lido improvvisato con tanto di infradito, ombrelloni e ciambellone: la protesta del movimento Potere al Popolo per rivendicare il diritto al mare

Un lido improvvisato con tanto di infradito, ombrelloni e ciambellone: la colorita protesta del movimento Potere al Popolo per rivendicare il diritto al mare del quale, secondo quanto rivendicato dagli attivisti, è stato negato dal Governatore De Luca, che ha concesso il 70% del litorale ai privati.

Potere al Popolo protesta per il diritto al mare

La colorita manifestazione è nata per protestare contro il “caro lidi” causato, secondo gli attivisti, dalla concessione ai privati della maggior parte del litorale disponibile, che in questo modo è stato sottratto alla libera balneazione. Gli stabilimenti hanno aumentato i prezzi in modo esponenziale, e in questo modo hanno sottratto alle persone la possibilità di recarsi al mare ogni giorno, non potendosi permettere l’accesso ad un lido.

Le ragioni della protesta

“Continueremo a raccogliere segnalazioni e proteste anche durante il mese di Agosto perché vigilare su questa situazione lo riteniamo un dovere civico. Il presidente della Regione De Luca ha concesso il 70% delle coste ai privati, a quelli che in queste settimane hanno aumentato vertiginosamente i prezzi dei lettini, degli ombrelloni e delle discese a mare. Noi crediamo che la legge vada cambiata e che vadano ascoltati i comitati che difendono le spiagge. Vanno concesse e rese libere almeno il 50% delle aree balneabili del litorale, perchè tutti possano usufruirne. Spiaggia pubblica però, non vuol dire un luogo per i cittadini di “serie B”. Queste devono essere attrezzate, con servizi e accessibili a tutti. Soprattutto alle fasce più deboli come i disabili. In questo modo si potrebbero creare anche posti di lavoro grazie a persone che se ne prenderebbero cura. Questo, secondo noi, è il vero volano di sviluppo che non abbiamo più intenzione di “regalare” ai privati”, queste le rivendicazioni degli attivisti.

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