Cosa rischia chi crea un profilo fake su Facebook? La Cassazione ha ipotizzato il reato di sostituzione di persona

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Cosa rischia chi crea un profilo fake su Facebook? La Cassazione ha ipotizzato il reato di sostituzione di persona e diffamazione

Cosa rischia chi crea un profilo fake su Facebook? La Cassazione ha ipotizzato il reato di sostituzione di persona e diffamazione, per il quale è prevista la galera

Profilo fake su Facebook: ecco cosa si rischia

Creare e poi utilizzare un falso profilo Facebook contempla il reato di sostituzione di persona previsto e disciplinato dall’art. 494 c.p. Non rileva che nel profilo sia stata impiegata una caricatura della persona offesa. A chiarirlo la sentenza n. 22049/2020 della Cassazione.

Il caso

La Corte d’Appello conferma la sentenza di primo grado e condanna l’imputato alla pena condizionalmente sospesa di due mesi e 15 giorni di detenzione per aver offeso la reputazione della persona offesa a mezzo internet creando falsi profili su Facebook con immagini caricaturali della stessa, per averle inviato messaggi offensivi e attribuito un falso nome.

Sostituzione di persona se il falso profilo contiene immagini caricaturali

L’imputato ha fatto ricorso in Cassazione, contestando il contenuto offensivo dei messaggi, perché l’interprete non ha in realtà dimostrato il tenore degli stessi, soprattutto in relazione all’accusa di prostituzione rivolta alla persona offesa. L’imputato precisa inoltre che il post ritenuto offensivo non è attribuibile alla sua persona, in quanto inviato dall’account di un altro soggetto. Assente inoltre la divulgazione del messaggio ad altre persone, necessaria ad integrare il reato di diffamazione, in quanto visibile dal solo destinatario. Sussistente invece l’ingiuria perché, come ribadisce l’imputato, i messaggi sono stati inviati solo alla persona offesa.

Il parere

Per la Suprema Cortem dunque, il reato di sostituzione di persona è integrato da colui che crea ed utilizza un profilo su social network, utilizzando abusivamente l’immagine di una persona del tutto inconsapevole, trattandosi di condotta idonea alla rappresentazione di una identità digitale non corrispondente al soggetto che lo utilizza.

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