Cronaca

Matrimoni 2021, le regole sul ricevimento: balli e bomboniere, cosa si potrà fare

Quando e come ripartono i matrimoni: ipotesi 15 giugno, le regole. La decisione del Comitato tecnico-scientifico è attesa per il 15 maggio

Quando come ripartono matrimoni? La data giusta potrebbe essere quella del 15 giugno, giorno in cui – in zona gialla – potrebbero riprendere le festa di matrimonio. La decisione del Comitato tecnico-scientifico è attesa per il 15 maggio ma il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri si è già sbilanciato: “Da metà maggio potremo procedere con ulteriori riaperture, penso ad esempio a coloro che organizzano matrimoni che al momento sono quelli più indietro rispetto alle riaperture”.

Quando come ripartono matrimoni: la data del 15 giugno

“La cosa importante — prosegue Sileri è avere una tabella di marcia, non si può dare una data, però si può dire che le vaccinazioni stanno andando molto bene e arrivati a un certo target riusciremo a fare le cose. È importante dare una scaletta di riaperture come abbiamo fatto nell’ultimo decreto”.

Quando e come ripartono i matrimoni: le linee guida

Le Regioni hanno pubblicato le ‘Linee guida per la ripresa delle attività economiche e sociali’, che riguarda tutte le attività in fase di ripartenza nelle prossime settimane dalla ristorazione alle terme fino ai parchi divertimenti e gli stabilimenti balneari. Nel documento di 31 pagine, disponibile sul sito della Conferenza delle Regioni, sono state inserite anche le norme per la ripartenza delle cerimonie dopo i matrimoni e i congressi.

In aggiunta alle misure già previste per la ristorazione e dei protocolli adottati per lo svolgimento dei riti religiosi e civili, scrivono le Regioni, le “seguenti indicazioni integrative costituiscono indirizzi specifici per i banchetti nell’ambito delle cerimonie ed eventi analoghi”. Nell’ultimo decreto del 22 aprile, il governo ha sostanzialmente “dimenticato” il settore non fornendo una data per le riaperture. Le Regioni hanno quindi formulato una serie di regole per la ripartenza. Alcune di carattere generale come “predisporre una adeguata informazione sulle misure di prevenzione da rispettare durante l’evento” e “mantenere l’elenco dei partecipanti per un periodo di 14 giorni”. Altre decisamente più operative: “Riorganizzare gli spazi, per garantire l’accesso alla sede dell’evento in modo ordinato, al fine di evitare assembramenti di persone e di assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra gli utenti”, si legge nel documento specificando che se possibile sarebbe meglio “organizzare percorsi separati per l’entrata e per l’uscita”.

I tavoli

“Disporre i tavoli in modo da assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra i clienti di tavoli diversi negli ambienti al chiuso (estendibile ad almeno 2 metri in base allo scenario epidemiologico di rischio) e di almeno 1 metro di separazione negli ambienti all’aperto (giardini, terrazze, plateatici, dehors), ad eccezione delle persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggetti al distanziamento interpersonale”, come i conviventi. “Tali distanze – viene specificato – possono essere ridotte solo con barriere fisiche di separazione”. In via generale, le Regioni prescrivono che “laddove possibile” bisogna “privilegiare l’utilizzo degli spazi esterni (es. giardini, terrazze), sempre nel rispetto del distanziamento di almeno 1 metro”.

Gli ospiti, si legge ancora nelle linee guida, “dovranno indossare la mascherina negli ambienti interni (quando non sono seduti al tavolo) e negli ambienti esterni (qualora non sia possibile rispettare la distanza di almeno 1 metro)”. Il personale di servizio a contatto con gli ospiti deve “utilizzare la mascherina e deve procedere ad una frequente igiene delle mani con prodotti igienizzanti”. Inoltre, scrivono le Regioni, è “possibile organizzare una modalità a buffet mediante somministrazione da parte di personale incaricato, escludendo la possibilità per gli ospiti di toccare quanto esposto e prevedendo in ogni caso, per ospiti e personale, l’obbligo del mantenimento della distanza e l’obbligo dell’utilizzo della mascherina a protezione delle vie respiratorie”.

Il self-service

 

La modalità self-service, spiega il documento, “può essere eventualmente consentita per buffet realizzati esclusivamente con prodotti confezionati in monodose”. In particolare, la distribuzione degli alimenti dovrà avvenire” con modalità organizzative che evitino la formazione di assembramenti” anche “attraverso una riorganizzazione degli spazi in relazione alla dimensione dei locali” e dovranno essere “valutate idonee misure (es. segnaletica a terra, barriere, ecc.) per garantire il distanziamento interpersonale di almeno un metro durante la fila per l’accesso al buffet”.

Le esibizioni musicali

Per eventuali esibizioni musicali da parte di professionisti, “si rimanda alle indicazioni contenute nella scheda specifica” e in ogni caso “devono essere evitate attività e occasioni di aggregazione che non consentano il mantenimento della distanza interpersonale di almeno 1 metro”. È “obbligatorio” mantenere aperte, a meno che le condizioni meteorologiche o altre situazioni di necessità non lo consentano, “porte, finestre e vetrate al fine di favorire il ricambio d’aria naturale negli ambienti interni”. “In ragione dell’affollamento e del tempo di permanenza degli occupanti – continua il documento – dovrà essere verificata l’efficacia degli impianti al fine di garantire l’adeguatezza delle portate di aria esterna secondo le normative vigenti”. Nei guardaroba, conclude il documento, gli indumenti e oggetti personali “devono essere riposti in appositi sacchetti porta abiti”.

Fotografi con la mascherina se più vicini di un metro

I fotografi dovranno indossare la mascherina chirurgica qualora debbano avere una distanza interpersonale inferiore a 1 metro dagli invitati (e dagli sposi) e organizzare il servizio fotografico in modo responsabile e prediligendo i criteri di prevenzione anzidetti, quali regole comuni per chiunque.

Pane e grissini (anche non confezionati) serviti con le pinze

È consigliata l’adozione di menu unico al tableau marriage e/o menù individuali ad uso esclusivo dell’ospite (per evitare il passaggio dello stesso), al fine di ridurre il servizio del personale di sala ai tavoli. Inoltre salse, pane, cracker, grissini potranno essere somministrati ai singoli consumatori/clienti in monoporzione non confezionata, ma servita direttamente con utilizzo di pinze (come di solito già si fa). Piatti, bicchieri, posate e simili saranno lavati in lavastoviglie a temperatura adeguata, concordemente alla normativa HACCP già in vigore. Ed è consigliabile l’uso di segnaposto e/o altro sistema equipollente, in modo da rendere stabili le postazioni ai tavoli.

La distribuzione delle bomboniere

Le feste dei matrimoni terminano, in genere, con la distribuzione delle bomboniere. Non sarà possibile, come avveniva in passato, prendere la bomboniera da un tavolo comune all’uscita del locale. Dovranno essere gli sposi a consegnarla agli invitati dopo aver utilizzato igienizzanti per le mani.

Ballo consentito solo all’esterno

Nella prima fase il ballo non sarà consentito, se non all’esterno, e dovrà essere garantita una superficie pro capite pari a 1,2 metri quadri. Gli eventi con ballo in spazi interni potranno essere organizzati solo in zona bianca quando il quadro vaccinale ed epidemiologico sarà meno preoccupante. In tal caso dovrà essere garantita all’interno una superficie pro capite pari a 2 metri quadri, potenziando il ricambio d’aria dei locali.


 

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