Cronaca

A Ravenna autorizzata la commemorazione di un gerarca, il sindaco de Pascale: “È apologia del fascismo”

La manifestazione dedicata ad Ettore Muti è stata approvata dalla Prefettura

Polemiche a Ravenna per la commemorazione del gerarca fascista Ettore Muti che si terrà domenica 21 agosto al cimitero di Ravenna in occasione dell’anniversario della sua morte.

Commemorazione del gerarca a Ravenna

Il prefetto l’ha autorizzata, come riportano i giornali locali. Il sindaco Michele de Pascale condanna la scelta: Ettore Muti è stato un violento squadrista, segretario del Partito Fascista, protagonista di violenze ed efferatezze anche nella nostra città. Nel nostro paese l’apologia di Fascismo è un reato. Come può la celebrazione di un fascista non essere considerata apologia di fascismo? Se lo chiedono da anni le associazioni antifasciste della nostra città e tanti cittadini perbene offesi dalla sparuta pattuglia di “nostalgici” del regime fascista che si raduna ogni anno davanti al cimitero monumentale di Ravenna“.

Ettore Muti e la commemorazione dell’Anai

Dal 2017 il corpo di Ettore Muti è stato tumulato in un luogo segreto per volere della famiglia. Eppure l’Associazione Nazionale Arditi d’Italia-Anai organizza la commemorazione al cimitero. “È stato annunciato come un corteo silenzioso con deposizione di una corona, quindi non c’è motivo per vietarlo. In Italia c’è diritto alla manifestazione – ha spiegato Castrese De Rosa al giornale -, le forze dell’ordine comunque saranno presenti e in caso di apologia del fascismo scatteranno foto utili per la denuncia all’autorità giudiziaria“.

De Pascale insiste: “La dittatura fascista in Italia è stata sconfitta da partigiani e forze alleate, ma nel mondo, anche oggi, dittature, fascismi e privazioni della libertà sono all’ordine del giorno e quindi la Città di Ravenna, medaglia d’oro al valore militare per la guerra di liberazione, continuerà a tenere viva la memoria e a chiedere con forza che manifestazioni apologetiche del fascismo non vengano autorizzate e i comportamenti illeciti perseguiti. Lo dobbiamo a chi ci ha donato la libertà e a quanti nel mondo subiscono oggi i drammi e le umiliazioni che il fascismo fece subire al popolo italiano“.

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