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Razzo cinese fuori controllo verso la Terra: anche l’Italia a rischio, ecco quando

I pezzi di un razzo cinese potrebbero cadere sulla Terra. Un evento simile a quello dello scorso anno, quando anche in Italia si temeva

I pezzi di un razzo cinese potrebbero cadere sulla terra. Un evento simile a quello dello scorso anno, quando anche in Italia si temeva per il razzo Long March 5B. Ora, un nuovo razzo spaziale lanciato da Pechino nei giorni scorsi, infatti, è andato fuori controllo ed è destinato a cadere sulla Terra nei prossimi giorni con esiti ancora imprevedibili.

Razzo cinese fuori controllo, potrebbe cadere sulla Terra

A darne notizia è il comando spaziale statunitense, che sta tracciando la traiettoria del razzo. Secondo le previsioni degli esperti, i detriti del missile cinese dovrebbero cadere sulla Terra all’inizio della prossima settimana. Anche in questo caso si tratta di un razzo Long March 5B di fabbricazione cinese, usato per trasportare un nuovo modulo presso la stazione spaziale cinese che orbita attorno alla Terra.

Il tragitto

Il ragazzo è decollato lo scorso 24 aprile, partendo dall’isola di Hainan e ha svolto con successo il suo compito attraccando regolarmente all’avamposto orbitale cinese. Terminato il suo lavoro, però, è entrato in una discesa incontrollata verso l’atmosfera terrestre e al momento non è chiaro esattamente dove atterrerà come riportato da Fanpage.

Secondo gli esperti si tratta di un concreto rischio: parliamo di un oggetto metallico di 20 tonnellate che, anche se frantumano nell’impatto con l’atmosfera terrestre, potrebbe comunque generare numerosi detriti in caduta a forte velocità.

Il problema sta tutto nel garantire che non raggiungano zone abitate. Per questo il paese asiatico è stato accusato di non aver gestito adeguatamente i detriti spaziali del suo missile, così come già accaduto lo scorso anno quando i resti del razzo sono precipitati nell’Oceano Indiano, vicino alle Maldive, dieci giorni dopo il lancio.

Il piano della Protezione Civile

Si è tenuto questa mattina presso la sede del Dipartimento della Protezione Civile il primo incontro del tavolo tecnico che seguirà le operazioni di rientro incontrollato in atmosfera del secondo stadio del lanciatore cinese PRC-CZ5B.

Alla riunione, hanno preso parte, oltre all’Asi, (Agenzia Spaziale Italiana) un membro dell’ufficio del Consigliere militare della Presidenza del Consiglio, rappresentati del Ministero dell’Interno – Dipartimento dei Vigili del Fuoco, della Difesa – Covi e degli Esteri, Enac, Enav, Ispra e la Commissione di Protezione civile della Conferenza delle Regioni.

Successivamente, nonostante la bassa possibilità che uno o più frammenti del lanciatore possano colpire il nostro Paese, il Capo del Dipartimento, Fabrizio Curcio, ha presieduto il Comitato operativo della Protezione civile per informare sull’evoluzione dello scenario atteso le componenti e le strutture operative del Servizio nazionale, nonché le Regioni interessate.

Sulla base degli ultimi dati forniti dall’Agenzia Spaziale Italiana, al momento la previsione di rientro sulla terra è fissata in un’ampia finestra di incertezza tra la sera del 30 luglio e la sera del 31 luglio. In questo periodo sono previste, sul nostro Paese, 3 differenti orbite che andranno ad interessare, per alcuni secondi, 5 porzioni di territorio delle regioni centro-meridionali e insulari. Non è quindi ancora completamente possibile escludere la remota possibilità che uno o più frammenti del satellite possano cadere sul nostro territorio.

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