Reddito di Cittadinanza anche a chi lavora: ecco come funziona

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Reddito di cittadinanza a chi lavora e alle partite IVA: come funziona. Dal marzo del 2019 infatti anche queste categorie possono presentare domanda

Il reddito di cittadinanza anche per chi lavora e per chi è titolare di una partita IVA. Da tempo infatti è possibile presenta domanda per ottenere l’RDC anche per chi ha un lavoro dipendente o autonomo a patto che il valore del modello ISEE sia inferiore a 9.360 euro annui e si posseggano gli altri requisiti previsti. Chi ha già un lavoro non è obbligato a presentare la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro e, per come è attualmente formulata la norma, non sarà necessario partecipare agli incontri presso i CPI finalizzati alla nuova ricerca di lavoro.

Reddito di cittadinanza a chi lavora: le regole per dipendenti e partite IVA

Il reddito di cittadinanza è perfettamente compatibile non solo con la Naspi, ma anche con la percezione di redditi da lavoro autonomo (partita IVA) o da lavoro dipendente. Una famiglia può presentare regolarmente domanda e percepire il Reddito o la pensione di cittadinanza anche qualora tutti i suoi componenti siano lavoratori. In tal caso non sarà necessario rispettare gli obblighi in materia di reinserimento nel mercato del lavoro perché chi già percepisce un reddito non sarà obbligato alla presentazione della DID al Centro per l’Impiego entro il termine di 30 giorni dalla data di invio della domanda.

Reddito di cittadinanza, requisiti ISEE e limiti per presentare la domanda

Lavoratori dipendenti e titolari di partita IVA dovranno rispettare, così come i disoccupati, i seguenti requisiti per poter fare domanda e ricevere il RdC:

  • Essere cittadino italiano o europeo o lungo soggiornante e risiedere in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 in via continuativa;
  • Avere un ISEE (Indicatore di Situazione Economica Equivalente) aggiornato inferiore a 9.360 euro annui;
  • Possedere un patrimonio immobiliare, diverso dalla prima casa di abitazione, non superiore a 30.000 euro;
  • Avere un patrimonio finanziario non superiore a 6.000 euro che può essere incrementato in funzione del numero dei componenti del nucleo familiare e delle eventuali disabilità presenti nello stesso;
  • Avere un reddito familiare inferiore a 6.000 euro annui moltiplicato per la scala di equivalenza. La soglia del reddito è elevata a 9.360 euro nei casi in cui il nucleo familiare risieda in una abitazione in affitto.

Inoltre, è necessario che sia il richiedente che i componenti del proprio nucleo familiare non possiedano:

  • autoveicoli immatricolati la prima volta nei 6 mesi antecedenti la richiesta, o autoveicoli di cilindrata superiore a 1.600 cc oppure motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati la prima volta nei 2 anni antecedenti (sono esclusi gli autoveicoli e i motoveicoli per cui è prevista una agevolazione fiscale in favore delle persone con disabilità);
  • navi e imbarcazioni da diporto (art. 3, c.1, D.lgs. 171/2005).

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