Economia

Reddito di Cittadinanza, stop a studenti che non finiscono la scuola

Si tratta di una ulteriore modifica al sussidio, tra le priorità del governo

Niente Reddito di Cittadinanza agli studenti che non finiscono la scuola. Nelle scorse ore, infatti, la Commissione Bilancio della Camera ha approvato la proposta di corrispondere il sussidio solamente a chi ha concluso la scuola dell’obbligo dal 2023.

Reddito di Cittadinanza, stop a studenti che non finiscono la scuola

Si tratta di una ulteriore modifica al sussidio, tra le priorità del nuovo esecutivo guidato da Giorgia Meloni.  Attraverso una serie di emendamenti alla Manovra fiscale, la commissione Bilancio della Camera ha approvato la proposta grazie alla quale potranno godere del Reddito di Cittadinanza solo coloro i quali hanno concluso la formazione scolastica obbligatoria.

Inoltre, è stato disposto che al primo rifiuto di un’offerta di lavoro il beneficiario decadrà dal beneficio. Dunque, sempre più restrizioni per il reddito di cittadinanza con lo scopo di ridurre ulteriormente la platea dei percettori del sussidio al fine di destinare i fondi ad oggi spesi per la misura verso altre mete ritenuti più utili e importanti.

Reddito di Cittadinanza, sarà ridotto a 7 mesi

Non solo pensioni norma anti pos: novità anche per il Reddito di Cittadinanza nella manovra finanziaria del governo Meloni. Il governo conferma la “riduzione da 8 a 7 mesi delle attuali mensilità del reddito di cittadinanza” ha affermato il ministro dell’Economia.

La maggioranza di governo lo aveva preannunciato nel proprio programma elettorale e nel testo del disegno di legge di bilancio. Ora diventa realtà l’emendamento del governo che – rispetto al teso del 21 novembre scorso – ridurrà ulteriormente le mensilità del Reddito di Cittadinanza. 

Si prevede che per il 2023 il reddito di cittadinanza sia riconosciuto per un massimo di sette mensilità per i percettori occupabili. L’articolo 57 della bozza di DDL prevede una riforma complessiva delle misure di sostegno alla povertà e per l’inclusione che porterà allo stop definitivo del RDC nel 2024.

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