Cronaca

Da lunedì solo tre regioni in zona rossa: ancora chiusi parrucchieri e barbieri, niente visite ad amici e parenti

Covid, quali sono le regioni in zona rossa dal 12 aprile: massima restrizione per Campania, Puglia e Valle d’Aosta

Campania, Puglia e Valle d’Aosta sono le regioni che restano in zona rossa dalla prossima settimana. Le nuove ordinanze del ministro Roberto Speranza, in vigore dal prossimo 12 aprile, trasformeranno l’Italia in una grande zona arancione con tre sole regioni che dovranno ancora vivere con le regole della zona rossa in virtù dell’andamento dei contagi e di altri parametri, come indice Rt e pressione ospedaliera.

Quali sono le regioni in zona rossa dal 12 aprile

Per Campania, Puglia e Valle d’Aosta saranno in vigore le seguenti regole per almeno un’altra settimana:

  • Vietati gli spostamenti interni al Comune, salvo comprovate esigenze
  • Consentito svolgere attività sportiva esclusivamente nell’ambito del territorio del proprio Comune. Possibile recarsi in un altro Comune solo nel caso in cui l’attività sportiva comporti uno spostamento (per esempio corsa o bicicletta), purché tale spostamento resti funzionale unicamente all’attività sportiva stessa e la destinazione finale coincida con il Comune di partenza
  • Consentita attività motoria solo nei pressi della propria abitazione in forma individuale. Sospese anche le attività svolte nei centri sportivi all’aperto
  • Chiusi i centri estetici, barbieri e parrucchieri
  • Autocertificazione sempre richiesta per qualsiasi spostamento e a qualsiasi ora
  • Sospese le attività commerciali al dettaglio, ad eccezione della vendita di generi alimentari e di prima necessità individuati nell’allegato 23 del DPCM 2 Marzo 2021
  • A partire dal 6 Marzo chiusi barbieri e parrucchieri
  • È sempre vietato lo spostamento verso un’abitazione privata diversa dalla propria per visite ad amici e parenti.

Le nuove ordinanza di Speranza: quasi tutta Italia arancione, beffa per la Sardegna


Campania in zona rossa: ira De Luca

Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, dice di condividere il “grido di dolore di Draghi rispetto a qualche 30enne che ha scavalcato anziani nella vaccinazione. Bene con rispetto e parafrasando il grido di dolore di Draghi, mi rivolgo al presidente del Consiglio e a mia volta dico: con quale coscienza si può togliere ai cittadini campani una quantità di 210mila dosi di vaccino? Mi auguro che il mio grido di dolore sia ascoltato”,

“Alcuni sono criteri demenziali come occupazione terapie intensive e numero di morti per Covid19. Rispetto a questi parametri siamo in avanguardia in Italia. E poi c’è l’RT, l’indice di contagio…e così noi oggi abbiamo terapie intensive occupate al 26% ma siamo zona rossa” ha commentato De Luca confrontando i dati campani con quelli delle altre Regioni. “La gente fa bene ad arrabbiarsi perché se si chiude tutto si chiude tutto, se ci sono i controlli delle forze dell’ordine vale per tutti. Ma se verifichi che l’Italia è abbandonata a sé stessa è chiaro che la gente si indigna”.

Le riaperture

“Mi pare doveroso esprimere la solidarietà a quelli che vivono un sentimento di rabbia e di rivolta. E non di violenza, quella va combattuta. Se stanno tutti a passeggio e nessuno controlla neanche l’uso della mascherina, io credo che si possa garantire l’accesso ai teatri, ai musei, con metà dei posti occupati, ai ristoranti con i controlli” ha spiegato De Luca.


Tutte le notizie sul coronavirus

Il sito del Ministero della Salute

Articoli correlati

Back to top button