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Ristori, addio codici Ateco: ecco le quattro fasce per avere gli indennizzi

Il governo prova ad accelerare sul decreto sostegno, il provvedimento da 32 miliardi di euro che contiene, tra le altre cose, i nuovi indennizzi alle attività penalizzate dalle chiusure legate al Covid

Il governo prova ad accelerare sul decreto sostegno, il provvedimento da 32 miliardi di euro che contiene, tra le altre cose, i nuovi indennizzi alle attività penalizzate dalle chiusure legate al Covid. Mentre Giorgia Meloni in una lettera inviata direttamente a Mario Draghi ha chiesto di «sospendere il cashback e aggiungere queste risorse, pari a circa 5 miliardi, al prossimo decreto del governo destinato ai ristori. Ci auguriamo», ha scritto Meloni, «che la sua concretezza prevalga, e che sia così possibile modificare un provvedimento inutile e sbagliato».

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Intanto ieri il ministro dell’Economia Daniele Franco si è recato a Palazzo Chigi per fare il punto con il presidente del Consiglio Draghi sul provvedimento. Lo schema di massima sul quale sta lavorando il ministero dell’Economia è sostanzialmente pronto. I ristori andranno alle imprese e alle partite Iva che fatturano fino a 5 milioni di euro e che hanno perso nel 2020 almeno il 33% del fatturato rispetto al 2019.


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Scompaiono i codici Ateco

Scompaiono, dunque, i codici Ateco. Ci saranno quattro fasce per gli indennizzi. La prima va da zero a 100 mila euro. Per le imprese e i professionisti che si trovano in questa fascia, il ristoro sarà del 30% della perdita di fatturato. Se per esempio nel 2019 si sono fatturati 100 mila euro e nel 2020 50 mila euro, il ristoro sarà il 30% di 50 mila euro, dunque 15 mila euro.

Per le imprese e le partite Iva che si trovano nella fascia 100 mila – 400 mila euro di fatturato, il ristoro sarà pari al 25% delle perdite subite nel 2020 rispetto al 2019. La fascia successiva va da 400 mila euro a 1 milione, e il ristoro sarà pari al 20% del fatturato perso durante l’anno della pandemia. Infine, per le aziende e i professionisti che hanno ricavi tra 1 e 5 milioni di euro l’anno, l’indennizzo sarà del 15% della perdita di fatturato. L’intervento riguarderà 2,7 milioni di imprese e professionisti che si trovano in queste fasce di reddito e che hanno subito perdite di almeno il 33% del fatturato.


Lo stop ai licenziamenti potrebbe essere prorogato fino al 30 giugno


Come saranno pagati i ristori

I ristori saranno pagati attraverso una nuova piattaforma informatica alla quale sta lavorando la Sogei. Secondo lo schema del provvedimento, la piattaforma dovrà essere pronta entro 30 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del provvedimento. Gli indennizzi dovrebbero essere pagati entro il 30 aprile. Il provvedimento non si occupa soltanto dei ristori. C’è anche la sospensione dell’invio degli oltre 50 milioni di cartelle esattoriali che verrebbe prorogata al 30 aprile, alla fine cioè dello stato di emergenza. Accanto ci sarebbe anche lo stralcio di tutti gli atti della riscossione sotto i 5 mila euro maturati tra il 2000 e il 2005. La Cassa integrazione Covid, invece, sarebbe prorogata non più a settimane, ma fino alla fine dell’anno. Per quanto riguarda il divieto di licenziamento in scadenza a fine mese, l’allungamento sarebbe generalizzato fino al prossimo 30 giugno.

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