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1° dicembre 1955: Rosa Parks diventa il simbolo di un mondo che stava cambiando

È dai piccoli gesti, dal cambiamento delle cattive abitudini che si può attuare il più grande mutamento

Rosa Louise Parks è stata un’attivista statunitense e figura-simbolo del movimento per i diritti civili. Il 1° dicembre del 1955, Rosa divenne celebre in tutto il mondo per aver rifiutato di cedere il posto sull’autobus a un bianco. È dai piccoli gesti, dal cambiamento delle cattive abitudini che si può attuare il più grande mutamento.

Rosa Parks con la sua scelta cambiò quella giornata e tante altre a venire. Portò nel 1955 al boicottaggio dei bus a Montgomery e da lì alla più grande delle rivoluzioni: la protesta della comunità afroamericana guidata da Martin Luther King.



1° dicembre 1955: il grande gesto che scosse il mondo

Aveva 42 anni quando, al termine di una normale giornata di lavoro, sale su un autobus per fare ritorno a casa. A Montgomery, la segregazione è evidente e dura: i posti sono divisi in base al colore della pelle.


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Non essendoci sedili liberi nel settore riservato ai neri, Rosa Parks si siede in una delle filecomuni”, dove però i bianchi hanno, in base ad una legge cittadina, la priorità.

Dopo poche fermate, sale sul bus un passeggero bianco. L’autista chiede alla donna di cedere quel posto. Lei si rifiuta. Niente proteste violente e urla. Rosa Parks dice semplicemente “no” e resta al suo posto. Il conducente decide allora di fermare la corsa e di chiamare due agenti, che salgono a bordo e la arrestano.

Rosa Parks, l’attivista di Montgomery

Rosa Parks, figlia di James e Leona McCauley, di confessione metodista, nel 1932 sposò Raymond Parks, attivo nel movimento dei diritti civili. Passò buona parte della sua vita a lavorare come sarta in un grande magazzino di Montgomery, in Alabama.

A partire dal 1943, Rosa aderì al Movimento per i diritti civili statunitensi e divenne segretaria della sezione di Montgomery della National Association for the Advancement of Colored People (NAACP).

A metà del 1955 iniziò a frequentare un centro educativo per i diritti dei lavoratori e l’uguaglianza razziale, la Highlander Folk School. In questo periodo anche Martin Luther King lottava per difendere i diritti dei neri, che venivano oppressi dai bianchi.


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Il caso Colvin e il boicottaggio dei bus

Pochi sanno è che molti mesi prima, il 2 marzo 1955, sempre a Montgomery, una studentessa 16enne, Claudette Colvin, era stata protagonista di un episodio molto simile. Claudette si rifiuta di cedere il posto ad un uomo bianco e viene arrestata.


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L’arresto di un’altra donna nera che si era rifiutata di cedere il posto sull’autobus a un uomo bianco innesta reazioni nuove. Il giorno stesso, nella città dell’Alabama si verificano i primi scontri. Alcuni leader del movimento, tra i quali Martin Luther King, si riuniscono per organizzare azioni di protesta.

Il risultato è il Montgomery Bus Boycott: i cittadini di colore si rifiutano di salire sui mezzi pubblici. Il boicottaggio dura più di un anno e s’interrompe solo con l’abrogazione della legge sulla segregazione.

Nel 1956, infatti, i casi di Rosa Parks e Claudette Colvin spingono i bus di Montgomery fino alla Corte Suprema che giudica la segregazione incostituzionale e conferma la decisione dopo il ricorso dello Stato dell’Alabama e del comune di Montgomery.

Rosa Parks dopo Montgomery

Diventata uno dei simboli dei diritti civili, Rosa Parks è stata spesso presa di mira dai sostenitori della segregazione. Per le continue minacce di morte, all’inizio degli anni ’60, è costretta a trasferirsi a Detroit, dove trova un impiego, sempre come sarta ma dal 1965 al 1988 è segretaria di John Conyers, membro del Congresso.

Solo nel 1999, durante la presidenza Clinton, ha ricevuto la Medaglia d’oro del Congresso, la maggiore onorificenza civile degli Stati Uniti. Proprio a Detroit vivrà gli ultimi anni della sua vita, prima di morire, il 24 ottobre 2005, all’età di 92 anni.

 

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