SALERNO. L’apice sui numeri romani è un errore da matita rossa sui compiti di latino (e di italiano), ma quando a commetterlo è una scuola come il liceo Torquato Tasso di Salerno, allora diventa un caso. Quando tale situazione, inoltre, si accompagna alla diffusione globale di un social network come Facebook, allora si parla di viralità.
Ed è così che il post pubblicato il 18 novembre sulla pagina Facebook del liceo classico Tasso di Salerno è diventato virale.
Il post del liceo Tasso
Il post mostra le fotografie del Salone dell’orientamento organizzato dal Comune di Salerno e dalla rete Lisaca. Allo stand del liceo Tasso hanno fatto capolino docenti, alunni ed anche vecchi studenti. Tra loro, Piero De Luca, pargolo del governatore regionale della Campania ed ex sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca. Padre e figlio sono stati studenti del Tasso.
Nel post si legge: “II° Salone dell’orientamento organizzato dal comune di Salerno e dalla rete Lisaca. Allo stand del liceo Tasso tra offerta formativa 2018/19, docenti ed alunni, fanno capolino vecchi studenti…. e Piero De Luca ha fermato l’attimo”.
L’errore di latino
Ebbene, chi ha studiato latino (ed anche chi conosce appena la grammatica italiana) sa bene che non si può mettere l’apice sui numeri romani. Questi, infatti, sono già numeri ordinali (primo, secondo, terzo..). Solo i numeri cardinali (uno, due, tre..) possono avere l’apice che li trasforma in numeri ordinali.
Gli unici segni aggiuntivi possibili sui numeri romani erano una sopralineaura, che indicava che il numero andava moltiplicato per mille, ed una incapsulatura su tre lati (sinistra, alto, destra), che indicava la moltiplicazione per centomila.
Leggere II° in un post del liceo classico Tasso di Salerno, un’eccellenza del territorio, ha fatto storcere il naso a più di una persona.
Un errore di latino comune
È chiaro che si tratti di un errore molto comune (purtroppo), ma la comunicazione ufficiale del liceo Tasso di Salerno è davvero da matita rossa. Una bocciatura in latino per una scuola che sforna talenti e che appartiene al patrimonio culturale e storico di Salerno.
Chi ha scritto il post su Facebook dovrebbe ripassare l’epigrafe sul vestibolo del Tasso, che sintetizza la storia della fondazione del glorioso istituto. In cui si legge:
“QUESTO EDIFICIO
CHE IL COMUNE DI SALERNO
ISPIRANDOSI ALLA GLORIA DELLA SCUOLA MEDICA
ED AGLI IDEALI DELL’ITALIA RINNOVATA
INNALZÒ
PERCHÉ IL R. LICEO-GINNASIO T. TASSO
LASCIATE LE ANGUSTIE
DEL CONVENTO DELLA MADDALENA
OVE IL FONDATORE RE MURAT LO POSE NEL
MDCCCXV
AVESSE SEDE DEGNA DEL MAGISTERO EDUCATIVO
FU INAUGURATO
IL XXVIII OTTOBRE MCMXXXII”
Non c’è alcun apice, ovviamente.
La questione politica del Tasso
Ci sono anche questioni politiche all’interno dello stesso post, evidenziate dal consigliere comunale di Salerno, Roberto Celano.
Il quale scrive: “L’utilizzo delle Istituzioni, anche di quelle scolastiche, per finalità elettotali è davvero biasimevole. Né è da meno la “debolezza” dell’Istituzione stessa che si presta e lo consente.
Il Liceo Tasso è di certo tra le scuole più prestigiose di Salerno, ha formato illustri figli della città, noti non certo per “luce riflessa” ma per le brillanti carriere ed i successi ottenuti grazie alle proprie capacità ed alla eccellente istruzione ricevuta. Chi dirige il Liceo Tasso eviti di “trasportare” l’istituzione nell’agone politico e di “prestarla” a marchette elettorali”.