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Variante al Prg di Serroni alto: “città normale” o “solita città”?

BATTIPAGLIA. “Città normale” o “solita città”? È questo l’interrogativo in seguito al documento diffuso dall’associazione “Civica Mente”. L’area Serroni Alto è diventata ormai terra di nessuno, dove chiunque può appendere un cartello sulla “cosa pubblica” con scritto “Questo è mio”. Dove le strade sono pubbliche solo sulla mappa ma, in realtà, coincidono con proprietà private.

«Di recente, il gruppo di lavoro relativo al PUC ed all’urbanistica ha posto l’attenzione sul documento di approvazione della variante al P.R.G. in zona Serroni Alto, notando alcune incongruenze che hanno sollecitano la nostra curiosità e che abbiamo provveduto a manifestare all’amministrazione» scrivono i ragazzi dell’associazione. Il riferimento è al documento prodotto dalla Seconda Commissione Consiliare Permanente in data 7 febbraio, e passato nel Consiglio Comunale del 28 marzo, firmato dai consiglieri Amendola, Baldi, Romano, Napoli, Salvatore e De Sio sulla variante al Piano Regolatore in zona Serroni Alto.

Le incongruenze riscontrate da “Civicamente”

 


Abusi edilizi e conflitti di interesse

«A causa dell’assenza di un qualsiasi indice urbanistico e più in generale di una progettazione territoriale adeguata, negli ultimi tempi, nel quartiere, stanno prendendo forma tutti i tipi di abusi edilizi.

Comuni marciapiedi, sui quali si è transitato per 30 anni, improvvisamente diventano giardini privati, facendo bastare un fine settimana per trasformare un giardino in garage, un capanno degli attrezzi in dependance, un terrazzo in ampliamento in appartamento. Altrettanto poco serve per costruire complessivi 30/50 mq di tettoia al pian terreno ed all’ultimo piano, trasgredendo qualsiasi norma edilizia: nemmeno un cartello di inizio lavori! (Obbligatorio secondo l’art.27 DPR 380/2001 Testo Unico in Materia Edilizia)».

Gli interrogativi dell’associazione

Potranno ulteriori 7466 mc di cemento in questa area C2, priva di standard urbanistici, migliorare la vivibilità o contribuire a raggiungere gli standard odierni?

Perché le inadempienze degli uffici preposti al controllo del territorio devono gravare sulla vivibilità dei cittadini?

Se nel recente passato sono stati revocati ben tre Permessi a Costruire in via Budapest, 16, è lecito pensare che le nostre supposizioni abbiano un briciolo di fondamento?

In conclusione, siamo dell’idea che tali varianti ad un Piano Regolatore, ormai disatteso e di mero sberleffo, rappresentino l’esatta descrizione di una gestione troppo spesso legata all’improvvisazione ed agli interventi non programmatici, facendo registrare una carenza di visione futura e di rispetto delle decisioni tecniche prese in precedenza.

Ci chiediamo altresì, visto il rapporto parentale che intercorre tra due degli interessati ed un assessore comunale, se, dinanzi alle tante necessità che vi sono in città, vi fosse una somma urgenza ad eseguire una variazione del genere, quantomeno fuori da ogni tipo di buon gusto; questione di stile.


Ma facciamo un passo indietro. Nel 2014 fu chiesta la revoca della Delibera del Commissario Straordinario n.14/g del 21/02/14 – adozione Variante di PRG – Comprensorio C2 – Serroni Alto.

Con un documento posto all’attenzione dell’allora commissario Gerlando Iorio, un residente di via Serroni Alto, Alfredo Perrone, dopo un’attenta analisi certificò le decine di incongruenze e di abusi che quella variante, praticamente uguale a quella approvata di recente, avrebbe fomentato se approvata: dal fallace numero di abitanti calcolati (620 a fronte degli oltre 1000), alle tavole di progetto che si riferivano ad una cartografia degli anni ’70 ormai obsoleta.

L’ingengere D’aco, dopo essersi recato sul luogo, decise di revocare la Delibera. Ora, su quegli stessi lotti di terreno, si vuole costruire. Eppure, analizzando le aree soggette a variante urbanistica, riscontriamo anche questa volta degli errori. Nel primo quadrante (Unità di Suolo S1), c’è un riquadro quasi interamente bianco. Effettuando un sopralluogo sul posto è possibile notare come in quell’area ci sia un palazzo di quattro piani da diversi anni. Così come la strada stretta e lunga tra i primi tre riquadri e il rettangolo quadrettato, che dovrebbe corrispondere a via Lituania, è in realtà strada per metà: nella restante parte ci sono delle vigne di proprietà privata. Un dettaglio importante, probabilmente sfuggito all’ingegnere Angione. Inoltre, la mappatura appare poco chiara e non completa, differentemente da quella del 2014 che riproporremo sotto.

Mappatura 2017

Mappatura 2014

 



 

Dalle tavole allegate nel documento del 2014, emergono numerose incongruenze: le zone verdi, destinate ad uso pubblico e verde, sono in realtà proprietà private o aree pronte ad essere cementificate. Le aree blu, di uso pubblico o per attrezzature zonali, corrispondono a due palazzi: uno fermo al palo da decenni, un altro abitato dal 1973. Il congiungimento tra via Foggia e via Mosca è vero solo sullo stradario; nella realtà, partendo da via Brindisi, la parte di via Lituania che dovrebbe portare a via Foggia, non è stata mai realizzata (dal 1973), la parte che dovrebbe collegarla a via Mosca è un giardino privato. Piccole cantine vinicole diventano ville a schiera; lo scivolo d’ingresso a un lotto invade la sede stradale, mettendo in pericolo la stessa circolazione.

Battipaglia deve prepararsi all’ennesima colata di cemento o, come nel 2014, è auspicabile un ripensamento da parte dell’Amministrazione, considerato anche il malcontento dei numerosi abitanti di Serroni Alto? Chi vivrà vedrà.

 

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