I fantasmi di San Giovanni a Teduccio di Napoli

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San Giovanni a Teduccio di Napoli: ogni sera, tre fantasmi infestano le strade della città ad est di Napoli, chi sono e altre curiosità. La leggenda

San Giovanni a Teduccio, periferia ad est della città di Napoli, è un luogo ricco di storia e cultura, ma anche di leggende dalla vena esoterica. Non è un caso che ne sia un esempio: rumori strani udibili ogni sera verso le 20.30, una signora vestita di nero che butta per terra uno zoccolo di cui è possibile ascoltare il rumore generato dall’impatto col terreno e una cavallerizza in sella a un nero destriero. E un fantasma bianco, infine, che muove la testa come se volesse annuire sono tra i fantasmi più famosi del città. Il quartiere ci offre un quadro a dir poco “spettrale”: sono ben tre i fantasmi che, infatti, secondo il racconto popolare, si aggirano per le strade del quartiere.


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Le donne fantasma di San Giovanni a Teduccio: la leggenda

La prima è una donna vestita di nero che, ogni sera, getta violentemente in strada uno zoccolo, sparendo nel nulla subito dopo. Nessuno mai è riuscito a vederla in volto.

Altri, invece, raccontano di aver visto un fantasma di donna che, cavalcando un destriero nero, percorre le vie del quartiere per pochi attimi.

Il terzo fantasma, infine, è completamente opposto: ha il volto pallido e cammina nella nebbia. Sembra che abbia l’abitudine di annuire con la testa a chiunque incroci il suo cammino, per poi sparire, ma il motivo è rimasto un mistero.


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La villa di Teodosia a San Giovanni a Teduccio

Altra leggenda, questa volta non a carattere religioso, narra della costruzione, in zona Pazzigno, di due colonne. Siamo nel 390 d.C. e pare che lo spazio a loro antistante fosse luogo di ritrovo, svago e festeggiamenti per le più importanti famiglie della città di Napoli.

Ma perché proprio in quel circondario? Secondo alcuni studiosi, anticamente lì era presente la villa della figlia dell’imperatore Teodosio, Theodocia, accanto alla quale erano state costruite proprio queste due colonne. Sembra che le feste che prendevano vita in quel luogo fossero così importanti da far riconoscere la zona come “at Theodociam” (ovvero “alla villa di Theodocia”) e si pensa che proprio da lì la città abbia assunto il nome di San Giovanni e Teodocia, fino ad arrivare all’attuale “a Teduccio”, visto che i resti di queste colonne romane sono custoditi proprio nella chiesa di San Giovanni.

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