Santo del giorno

Santo del giorno 14 maggio, oggi si venera San Mattia Apostolo

Il greco Matthias (o, in alcuni manoscritti, Maththias) è un nome derivato da Mattathias, in ebraico Mattithiah, che significa "Dono di Dio"

L’apostolo Mattia secondo il libro degli Atti degli Apostoli 1,21-22 fu uno dei settanta discepoli di Gesù e rimase con lui dal battesimo ad opera di Giovanni Battista fino all’ascensione. Si venera il 14 maggio.

Il greco Matthias (o, in alcuni manoscritti, Maththias) è un nome derivato da Mattathias, in ebraico Mattithiah, che significa “Dono di Dio”; non va confuso con l’evangelista Matteo, anch’egli apostolo (e il cui nome ha lo stesso significato).

San Mattia Apostolo oggi, il Santo del giorno

San Mattia fu uno dei settantadue discepoli di Gesù Cristo, cresciuto alla sua scuola, e testimone dei suoi prodigi. Salito Gesù al cielo. Mattia rimase nel cenacolo in unione di preghiere con gli Apostoli, in attesa dello Spirito Santo.

Dovendosi eleggere un altro apostolo in luogo di Giuda prevaricatore, furono presentati agli Apostoli due discepoli: Giuseppe soprannominato il Giusto, e Mattia. Da tutta l’assemblea si pregò dicendo: “Tu, o Signore, che vedi il cuore di tutti, mostra quale dei due tu abbia eletto a prendere, in questo ministero, il posto del prevaricatore Giuda”.

Quindi si vènne alla sorte, e questa cadde appunto su Mattia, che perciò fu aggregato agli altri undici Apostoli. Fu questa la prima elezione a dignità ecclesiastica.

Mattia accettò quella carica di somma responsabilità con rendimento di grazie a Dio. Rimase quindi nel cenacolo in compagnia degli altri Apostoli fino a quel giorno fortunato in cui il Divin Paraclito scese dal cielo a portare i suoi doni.

Nella divisione del mondo da evangelizzare, San Mattia ebbe come campo di apostolato l’Etiopia. Da quel momento egli consacrò l’intera vita alla predicazione della dottrina della salute eterna.

Copiosissimi furono i frutti riportati. Nelle sue istruzioni insisteva massimamente sulla necessità di mortificare la carne reprimendo i desideri della sensualità, come aveva imparato da Gesù Cristo e come egli stesso praticava.

Per quanti anni abbia predicato, non lo sappiamo con precisione; ma è certo che fu fedele al suo apostolato, e che coronò le sue virtù ed il suo zelo col martirio. Fu ucciso a Sebastopoli per opera dei Giudei, e le sue reliquie, molto venerate, si conservano, parte a Treviri nella Germania e parte in Santa Maria Maggiore a Roma.

Pasquale De Prisco

Nato a Napoli il 16 maggio 1986 e residente a Pagani (Sa). Laurea triennale in Lettere presso Università degli Studi di Salerno. Laurea Magistrale in "Informazione, Editoria, Giornalismo" presso Università degli Studi Roma Tre. Ho collaborato con i quotidiani "Le Cronache" e "La Città". Ho lavorato per "MediaNews24", "Blasting News". Blogger del sito "La Puteca di Pakos".

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