Cronaca

Sassuolo: le ossa ritrovare sono di Paola Landini, la conferma dal test del Dna

Tredici in tutto le ossa ritrovate, tra le quali anche frammenti del cranio, che i vigili del fuoco hanno trovato insieme alle due pistole, un paio di scarpe e una tuta con il logo del poligono

Sono di Paola Landini le ossa ritrovate in un calanco a Sassuolo lo scorso maggio. La donna era scomparsa il 15 maggio del 2012 portando con se due pistole sottratte nel poligono di tiro che gestiva insieme al compagno Paolo Brogli. È stato il figlio a sottoporsi a un prelievo del Dna per confermare l’ipotesi avanzata dagli inquirenti, che quelle ossa ritrovate mentre si cercava un altro scomparso, il 21enne Alessandro Venturelli, sparito nel nulla nel dicembre 2020, appartenessero proprio a Paola Landini.

Paola Landini scomparsa nel nulla il 15 maggio 2012

Tredici in tutto le ossa ritrovate, tra le quali anche frammenti del cranio, che i vigili del fuoco hanno trovato insieme alle due pistole (una Star 6,35 e un’altra 9×17 calibro 9), un paio di scarpe e una tuta con il logo del poligono. Poco distante sono state ritrovate anche le chiavi dell’auto della 44enne. Il giorno della sua scomparsa Paola uscì di casa con la sua Fiat Punto intorno alle 10.30, così come testimoniato anche da due vicine, e da quel momento fece perdere le sue tracce.

La vettura fu avvista dal custode del poligono nello spiazzale antistante gli uffici amministrativi che lei frequentava per lavoro visto che, oltre a esserne socia, gestiva anche i contatti con i fornitori del poligono. L’anziano dipendente disse di aver notato l’auto poco prima di mezzogiorno, all’interno furono trovati tutti gli effetti personali della 44enne: la borsa, il cellulare e alcuni documenti.

Il mistero delle due pistole che Paola non usava

Al tempo il compagno però sottolineò un particolare, quello delle due pistole che la donna aveva portato con sé ma che non usava per sparare al poligono visto che non sapeva come usarle, almeno secondo quanto raccontato dallo stesso compagno.

Resta però il giallo della morte non ancora chiarito: un gesto estremo dettato da un malessere sempre celato dalla donna, o anche un malore che l’avrebbe colta improvvisamente, infine mai esclusa dagli inquirenti anche la pista dell’omicidio. A 9 anni anni dalla sua scomparsa e ora dalla certezza della sua morte, non c’è ancora una soluzione al mistero che aleggia intorno a Paola Landini.

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