Cronaca

Roma, un altro giovane vittima del sito dei suicidi. In camera un biglietto: “Chiamate l’ambulanza”

Roma, suicidio legato al sito web dei veleni, 31enne si toglie la vita. Nel suo appartamento trovata sostanza tossica

Un altro suicidio, questa volta a Roma legato al sito web che fornisce “suggerimenti” su come togliersi la vita. Il fatale gesto è stato compiuto da un ragazzo di 31 anni, Luca (nome di fantasia) i cui genitori sono assaliti dal dolore e da un dubbio: “Non voleva farlo, era indeciso”. Alla fine, come riportato da Il Mattino –  il più estremo dei gesti lo ha ugualmente compiuto, spinto anche dai suggerimenti pubblicati sul sito della morte, così è stato ribattezzato dagli investigatori, che il ragazzo ha frequentato sino all’ultimo.

Suicidio legato al sito web dei veleni, 31enne di Roma si toglie la vita

Luca si è tolto la vita nell’appartamento in cui viveva e all’interno del quale è stato trovato del nitrito di sodio, una sostanza chimica, tristemente nota, adoperata da altri giovanissimi che in questo anno si sono tolti la vita avvelenandosi dopo aver appreso informazioni e consigli, anche da dei tutor del suicidio, conosciuti sempre sullo stesso sito. Si tratta di Sanctioned Suicide, ribattezzato come il forum della morte e oscurato dalla Procura di Roma.

Il caso di Matteo Cecconi

A questa vicenda sarebbe legata quella del decesso di Matteo Cecconi, il ragazzo morto lo scorso 26 aprile durante una lezione in didattica a distanza. Dubbi che attanagliano il padre, Alessandro, il quale al Corriere del Veneto ha raccontato: Matteo si era iscritto a quel sito il 12 aprile, due settimane prima di togliersi la vita. E la mattina in cui ha deciso di ingerire il veleno era collegato in chat con una decina di altri ragazzi, che l’hanno sostenuto nella sua scelta”.

Matteo Cecconi aveva 18 anni, era uno studente al quarto anno dell’istituto-tecnico industriale ‘Fermi’ di Bassano del Grappa. Lo scorso 26 aprile si è tolto la vita e il suo tragico gesto ha portato ad una inchiesta sul sito Sanctioned Suicide, community con 17 mila iscritti in tutto il mondo che la Procura di Romanei giorni scorsi, ha oscurato ravvisando il reato di istigazione al suicidio.

Ragazzo morto avvelenato in didattica a distanza, la storia di Matteo Cecconi

I magistrati di Roma hanno dato il via ad una inchiesta in seguito alla denuncia presentata da due famiglie, quelle di Fabio e Paolo, due 19enni che hanno scelto di morire esattamente come Matteo. Una somiglianza che ha portato il sostituto procuratore di Roma ad ipotizzare che in rete potesse girare un messaggio capace di convincere giovani poco più che maggiorenni a prendere decisioni estreme.

Il dolore e i dubbi del padre di Matteo Cecconi

Nell’intervista, Alessandro Cecconi ha spiegato come ha scoperto i dettagli della morte del figlio: “Passando al setaccio il computer di Matteo abbiamo visto che la mattina del 26 aprile si era collegato al sito oggi sotto inchiesta. Connessi c’erano altri dieci utenti. Non posso dire con sicurezza che lo abbiano spinto a compiere quel gesto estremo, ma sicuramente ne hanno sostenuto e approvato la scelta”.

La scelta del suicidio non sarebbe legata al sito

“Leggendo tra le pagine del suo computer penso che lo avesse già deciso da tempo. Aveva ricercato e trovato altrove, ma sempre sul web, il modo a suo dire migliore per farla finita: la sostanza da usare, le quantità giuste, i siti in cui acquistarla, persino cosa fare per evitare di rigettare il veleno e rischiare così di fallire nel proprio intento.

Sul sito in cui navigava quell’ultima mattina ha trovato, invece, persone che l’hanno accompagnato nella sua scelta e assecondato. È un po’ come quando una persona sta per gettarsi da un ponte: di solito chi se ne accorge cerca di dissuaderla, proteggerla. In questo caso gli hanno dato la spinta finale” ha spiegato l’uomo.

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