Cronaca

Terrorismo, è morto Pierluigi Concutelli

Terrorismo, è morto Pierluigi Concutelli: il killer condannato all’ergastolo per aver ucciso il giudice Vittorio Occorsio. L’uomo avrebbe compiuto 80 anni a giugno. Stroncato dalla malattia contro cui stava combattendo da tempo.

Terrorismo, è morto Pierluigi Concutelli: killer del giudice Occorsio

Il terrorista nero condannato all’ergastolo per essere il killer del giudice Vittorio Occorsio, a Roma, è morto all’età di 80 anni dopo una lunga malattia. Dopo aver trascorso quasi tutta la sua vita in carcere, “il Comandante” aveva avuto la sospensione condizionale della pena nel 2011 per motivi di salute.

Secondo quanto riferisce l’avvocato difensore, Concutelli è deceduto nella sua abitazione a Roma dove era ristretto ai domiciliari.

Morto Concutelli, autore dell’omicidio Occorsio

Il terrorista Concutelli sarebbe stato ritenuto l’omicida del magistrato Occorsio poiché indagava su Ordine Nuovo: “Colpire Occorsio, per noi, significava colpire la Democrazia Cristiana. Consideravamo il giudice romano uno degli ingranaggi di quel meccanismo che si era messo in moto per stritolarci, per tagliare fuori dalla vita politica italiana buona parte dei neofascisti”, scriveva l’indagato.

Il magistrato fu freddato nella mattina del 10 luglio 1976 nel quartiere Trieste. La vittima stava entrando in auto quando è stata raggiunta da una raffica di colpi esplosi dalla mitraglietta Ingram.

Un anno dopo, il 13 febbraio del 1977, Concutelli fu arrestato. All’epoca dei fatti aveva 32 anni. Era stato scovato in un appartamento bunker in pieno centro. Lui si dichiara prigioniero politico, al momento dell’arresto, e mostra l’arma del delitto.

Dal Fuan a Ordine nuovo e i delitti commessi in carcere

Concutelli aderisce a Ordine Nuovo dopo una breve esperienza nel Fronte Nazionale. Con Stefano Delle Chiaie e Paolo Signorelli nel 1975 tenta di dare vita a un nuovo soggetto politico con una fusione di ON con Avanguardia Nazionale, progetto poi naufragato. L’anno dopo ci fu l’omicidio commesso dal Comandante insieme all’ex parà Gianfranco Ferro, che poi, arrestato, farà il suo nome.

“Consideravamo il giudice romano uno degli ingranaggi di quel meccanismo che si era messo in moto per stritolarci, per tagliare fuori dalla vita politica italiana buona parte dei neofascisti”, racconterà nell’autobiografico «Io, l’uomo nero» (scritto con il giornalista Giuseppe Ardica), spiegando che la vittima «era stato ed era il titolare di tutte le inchieste scomode del periodo: compresa, naturalmente, quella sul Movimento Politico Ordine Nuovo dei primissimi anni settanta. Il suo nome saltava sempre fuori».

In carcere l’indagato non avrebbe mai rinnegato la lotta armata, rivendicando la paternità degli omicidi come esecutore e mandante senza alcun pentimento. Proprio dietro le sbarre commette altri due omicidi: uccise Ermanno Buzzi, condannato in primo grado per la Strage di piazza della Loggia, e Carmine Palladino, luogotenente di Stefano Delle Chiaie in Avanguardia Nazionale. Entrambi erano considerato delatori.

Dopo vari tentativi di evasione falliti, nel 2002 Concutelli ottiene la semilibertà per lavorare fuori dal carcere, sospeso quando venne trovato in possesso di droga. Nel 2009 però si sarebbe presentata la malattia, ischemia cerebrale, che gli avrebbe impedito di parlare e di alimentarsi autonomamente per la quale, nel 2011, gli viene riconosciuta la sospensione della pena detentiva.

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