Economia

Titoli di Stato: quali sono, caratteristiche e differenze

I Titoli di Stato sono delle obbligazioni emesse dai Governi al fine di ottenere liquidità da impiegare in varie attività istituzionali e non

I Titoli di Stato sono delle obbligazioni emesse dai Governi al fine di ottenere liquidità da impiegare in varie attività istituzionali e non.

Il soggetto che investe in questa tipologia di titoli diventa creditore dello Stato e può ottenere, a seconda dei casi e della tipologia di obbligazione scelta, delle cedole periodiche e uno scarto di emissione alla data di scadenza.

Come qualsiasi altro titolo obbligazionario, anche i Titoli di Stato possono essere venduti prima della scadenza, sfruttando il mercato secondario.

L’Italia, attraverso il Dipartimento del Tesoro, emette quattro tipologie di titoli: i BOT, i BTP, i CCT e i CTZ. Ognuno di questi possiede caratteristiche specifiche che lo rendono più o meno appetibile per ben definite categorie di investitori.

Di seguito scopriremo le differenze e le caratteristiche principali dei vari Titoli di Stato italiani.

Titoli di Stato indicizzati all’inflazione

Come si legge su https://www.moneyfarm.com/it/glossario-finanza/inflazione/, il termine inflazione “indica un aumento progressivo, sostenuto e continuativo del livello medio dei prezzi di beni e servizi”.

Si tratta di un indicatore molto importante della stabilità economica di un Paese e gioca un ruolo fondamentale anche nel settore degli investimenti, in quanto può influenzare il rendimento di specifici asset, in particolare quelli obbligazionari a tasso fisso.

Chi investe in Titoli di Stato ha la possibilità di optare, se lo ritiene opportuno, per strumenti indicizzati all’inflazione come i BTP€i, ossia i Buoni del Tesoro Poliennali indicizzati all’inflazione europea, e i BTP Italia, indicizzati all’inflazione italiana. Entrambi questi strumenti offrono una protezione aggiuntiva in quanto cedole e capitale vengono rivalutati semestralmente in base all’inflazione di riferimento.

Per capire se e a chi conviene, è necessario rivolgersi a esperti del settore, i quali possono fornire informazioni dettagliate e consigli personalizzati.

A breve, medio o lungo termine

I Titoli di Stato offrono possibilità di investimento tanto a chi è in cerca di investimenti a breve o medio termine, quanto a chi vuole investire il proprio capitale per lunghi periodi di tempo.

I piccoli investitori che desiderano impegnare una somma di denaro per pochi mesi, evitando di tenerla bloccata molto a lungo, possono optare per i BOT, ossia i Buoni Ordinari del Tesoro, i quali hanno scadenze comprese tra i 3 e i 12 mesi.

Chi invece preferisce investimenti a lungo termine, può puntare sui BTP, obbligazioni statali la cui durata può arrivare fino ai 50 anni, oppure su BTP Green o BTP€i.

Investimenti a medio termine sono invece offerti dai CTZeu, i quali hanno scadenza a 24 mesi, dai CCT, la cui durata è compresa tra i 3 e i 7 anni, nonché da BTP Italia o BTP Futura.

Con o senza cedola periodica

In caso di esito positivo dell’investimento, le cedole periodiche consentono di ottenere ogni sei mesi delle piccole somme di denaro costituite dagli interessi maturati.

Quasi tutti i Titoli di Stato italiani, ad esclusione dei BOT e dei CCT, consentono di ottenere cedole semestrali per tutta la durata dell’investimento. A seconda dei casi, si potranno avere cedole fisse, come quelle dei BTP e dei BTP Green, cedole reali, ossia rivalutate in base all’inflazione, o cedole con meccanismo step-up, previste per i BTP Futura.

Lo scarto di emissione

L’investitore che conserva i Titoli di Stato acquistati fino alla data di scadenza, può ottenere lo scarto di emissione, ossia una somma aggiuntiva data dalla differenza tra il valore nominale del titolo e il prezzo che aveva all’atto di emissione.

Lo scarto di emissione è previsto per tutte le obbligazioni statali italiane, ad eccezione dei BTP Italia e dei BTP Futura, i quali prevedono, alla scadenza, l’erogazione di un premio fedeltà.

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