Cronaca

Trasporti, oggi sciopero in molte regioni: c’è anche la Campania

Lo sciopero riguarderà anche lavoratori dei distributori di benzina

Maxi sciopero dei trasporti oggi in Italia e – in particolar modo – in Campania. Dopo le mobilitazioni già svolte in Calabria (12 dicembre), Sicilia e Umbria (13 dicembre), Puglia, Trentino, Valle d’Aosta e Veneto (14 dicembre), Marche, Abruzzo e Piemonte (15 dicembre), oggi, venerdì 16 dicembre, si chiude la settimana di scioperi generali regionali dei settori privati e pubblici promossi da Cgil e Uil per chiedere modifiche sulla manovra.

Sciopero trasporti in Italia, oggi tocca alla Campania

A scendere in piazza con manifestazioni locali saranno i lavoratori di Alto Adige, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli, Liguria, Lombardia, Molise, Sardegna, Toscana e Lazio. Maurizio Landini, leader della Cgil, concluderà la manifestazione principale che si terrà a Roma, in piazza Madonna di Loreto, a partire dalle ore 10.

Come fa sapere Fs, l’agitazione sindacale potrebbe portare a modifiche al servizio anche prima dell’inizio e dopo la sua conclusione. Maggiori informazioni sui servizi minimi garantiti in caso di sciopero sono disponibili sull’App Trenitalia, nella sezione Infomobilità del sito web trenitalia.com, sui canali social e web del Gruppo Fs Italiane, al numero verde gratuito 800 89 20 21, oltre che nelle biglietterie e presso il personale di assistenza clienti. In Campania i treni sciopereranno dalle 9 alle 18, mentre rimarrà regolare la circolazione del trasporto passeggeri a lunga percorrenza (Interregionali, Intercity e Alta Velocità).

Si fermano anche i benzinai in autostrada

Lo sciopero riguarderà anche lavoratori e lavoratrici dei distributori di benzina della autostrade. La mobilitazione, partite alle 22 di martedì 13 dicembre, terminerà alle 22 di oggi, venerdì 16 dicembre.

Perché si sciopera oggi venerdì 16 dicembre

Cgil e Uil scioperano per chiedere un aumento dei salari detassando gli aumenti dei contratti nazionali, portando la decontribuzione al 5% per i salari fino a 35mila euro per recuperare almeno una mensilità, e introducendo un meccanismo automatico di indicizzazione delle detrazioni all’inflazione (cosiddetto recupero del drenaggio fiscale); di conferire tutele a tutte le forme di lavoro, assegnando ai Ccnl un valore generale, sancendo così anche un salario minimo e diritti normativi universali.

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