Cronaca

Lorenzo Tassoni, l’eroe che ha preso al volo la bimba caduta dal balcone: “Dovevo salvarla”

Chi è il ragazzo che a Treviso ha salvato la bambina caduta dal balcone. Lorenzo ha salvato la vita ad una bambina di quattro anni

Si chiama Lorenzo Tassoni il ragazzo che a Treviso ha salvato una bambina caduta dal balcone. Ha 28 anni, è nato a Venezia ma vive a San Zeno. “Mi chiamano eroe, ma io ho fatto solo quello che dovevo. Davanti agli occhi ho ancora l’immagine di quella bambina minuscola appesa con una manina al terrazzo del secondo piano. E continuo a pensare a cosa sarebbe successo se avessi mancato la presa” ha raccontato il giovane al Mattino.

Treviso, chi è Lorenzo Tassoni, il ragazzo che ha salvato una bambina caduta dal balcone

Lorenzo ha salvato la vita ad una bambina di quattro anni afferrandola al volo mentre cadeva dal balcone di casa. Un vero e proprio dramma evitato da Lorenzo, laureato in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale a Padova. Attualmente lavora come addetto museale a Venezia, a Palazzo Manfrin, storico edificio affacciato sul rio di Cannaregio e recentemente acquistato dall’artista di fama internazionale Anish Kapoor.

Il racconto

Tutto è accaduto nel pomeriggio di lunedì 20 giugno quando Lorenzo non ha esitato: era al posto giusto al momento giusto e ha salvato la vita alla figlia di una coppia tunisina. Padre e baby sitter l’hanno persa di vista per un attimo mentre la piccola era uscita con il tablet in mano. Il dispositivo le è caduto dalle mani e lei si è ringhiera nel tentativo di recuperarlo, precipitando nel vuoto.

“Stavo andando a ritirare la bicicletta che avevo portato ad aggiustare: la ruota si era forata proprio un’ora prima. Ho sentito un tonfo alle mie spalle. Mi giro e vedo un tablet per terra, distrutto. D’istinto alzo gli occhi per capire da dove era precipitato. Vedo una bambina appesa per un braccio al terrazzo del secondo piano. Era minuscola. Piangeva e aveva una smorfia di terrore che non dimenticherò mai. Quella notte non ho chiuso occhio ripensando alla scena”.

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