Cronaca

Tumore al cervello, ma per i medici sono “stati d’ansia”: il calvario di Emma, poliziotta e madre di 3 bimbi

La storia proviene da Londra

La storia proviene da Londra: Emma Capper, poliziotta e madre di 3 bimbi, ha attraversato un calvario dopo la scoperta di un tumore al cervello dopo che i medici le avevano riscontrato solo “stati d’ansia”. Ancora una storia di malasanità. Attualmente è in attesa degli esami per capire se il tumore si è diffuso ulteriormente o se l’operazione ha rimosso il cancro interamente.

“Stati d’ansia” ma è un tumore al cervello: il calvario di Emma

Pensava di avere un’ansia forte che la faceva sentir male, fidandosi del parere dei dottori. Poco più tardi però ha scoperto che si trattava di un tumore al cervello.

Questa la brutta vicenda che è capitata ad Emma Capper, poliziotta 39enne di Oldham e madre di 3 bambini piccoli. La donna si è scontrato con una diagnosi superficiale e imprecisa, prima di far venire alla luce il vero problema di quei dolori che le causavano malori. Si trattava di un male nascosto nel cervello. Purtroppo non è neppure il primo caso, la donna aveva già combattuto con un tumore al seno.

I primi sintomi

Alla comparsa dei primi sintomi quali: difficoltà a girare la testa, emicrania e instabilità in posizione eretta, ha deciso di rivolgersi a degli specialisti, che l’avevano liquidata diagnosticandole una vertigine a un forte stato d’ansia.  Emma è stata dimessa dopo la visita con la prescrizione di alcuni beta-bloccanti, che servono a curare l’ipertensione.

Però i sintomi non passavano anzi, andavano man mano ad aumentare così aveva capito che qualcosa non andava. La donna ha iniziato a vomitare e non riuscendo a fissare un appuntamento col suo medico di famiglia, si è rivolta a un pronto soccorso dove le è stato riscontrato il male.

L’intervento

Scoperto il tumore, Emma Capper è stata portata in un ospedale specializzato per l’operazione, perfettamente riuscito. Attualmente è in attesa degli esami per capire se il tumore si è diffuso ulteriormente o se l’operazione ha rimosso il cancro interamente.

“Se non fossi andata al pronto soccorso quel giorno, non l’avrei mai scoperto. Non so come facevo a lavorare ogni giorno. Fino a quando la mia testa non è stata scansionata, non era possibile sapere se il tumore fosse lì o meno. Parlando con i medici in ospedale, mi hanno detto che il sintomo successivo sarebbero state le convulsioni”.

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