Cronaca

Nuovi vaccini Covid: come funzionano e in cosa si differenziano da quelli precedenti

L’EMA (Agenzia Europea per i medicinali) ha autorizzato i vaccini bivalenti di Pzifer-Biontech e di Moderna contro la prima sottovariante Omicron

L’EMA (Agenzia Europea per i medicinali) ha autorizzato i vaccini bivalenti di Pzifer-Biontech e di Moderna contro la prima sottovariante Omicron 1, che in Italia ormai ha una prevalenza dello 0,3%. Mentre l’AIFA (Agenzia italiana del farmaco) ha programmato per oggi 5 settembre la riunione per ratificare la decisione dell’EMA, il ministro della Salute Speranza ha già comunicato che i vaccini saranno disponibili in Italia entro metà settembre e destinati agli over 12 che hanno già completato il ciclo vaccinale (due o tre dosi). Chi ha ricevuto 4 dosi del “vecchio” vaccino dovrà attendere 120 giorni prima di farne un altro. L’EMA ha anche annunciato che nei prossimi giorni esaminerà i booster specifici di Pfizer contro le subvarianti dominanti in Italia BA.5 (90,8%) e BA.4 (6,7%).

Arrivano i nuovi vaccini Covid, come funzionano

“Stiamo effettivamente valutando una richiesta di un vaccino bivalente Comirnaty (Pfizer Biontech) adattato e mirato sia contro il ceppo originale sia contro le varianti BA.4 e 5. L’esito di questo esame è atteso per metà settembre”, ha dichiarato Marco Cavaleri, capo della strategia vaccinale dell’EMA. “I vaccini adattati, approvati ieri dall’EMA – ha aggiunto – innescano forti risposte immunitarie contro Omicron BA.1 e il Sars-CoV-2 originale nelle persone già vaccinate. I dati preliminari hanno anche indicato che gli anticorpi generati da questi vaccini adattati sono in grado di neutralizzare altre varianti Omicron, incluso BA2.75, battezzata sui social Centaurus, e, importante, Omicron 5”. Ma cosa sappiamo dei vaccini bivalenti specifici per Omicron 4 e 5, e approvati per ora solo dall’Food and Drug Administration negli Usa. Come funzionano? In cosa si differenziano da quelli precedenti? E quanto sono sicuri ed efficaci? Gli immunologi esperti di malattie infettive e vaccini, Prakash Nagarkatti e Mitzi Nagarkatti, Professori di Patologia, Microbiologia e Immunologia dell’Università della Carolina del Sud, fanno il punto.

Cos’è un vaccino bivalente

Fino ad ora sono stati somministrati vaccini anti-Covid monovalenti, cioé contenenti molecole di RNA messaggero (mRNA) che forniscono al sistema immunitario le istruzioni per produrre temporaneamente la proteina spike della variante originale di SARS-CoV-2, contro cui produrrà gli anticorpi. I vaccini bivalenti (già utilizzati nel Regno Unito), invece, contengono due molecole di mRNA che recano le istruzioni per produrre temporaneamente sia la proteina spike della variante originale di SARS-CoV-2, sia quella della sottovarianti BA.4 e BA.5. I vaccini bivalenti o polivalenti non sono una novità: quelli antinfluenzali sono vaccini trivalenti o quadrivalenti, coprono cioè da più ceppi contemporaneamente.

Come funzionano i nuovi vaccini bivalenti

Quando il virus infetta l’organismo, il virus SARS-CoV-2 utilizza la sua proteina spike sporgente per attaccarsi alle cellule umane ed entrare nelle cellule, innescando la produzione dei cosiddetti anticorpi neutralizzanti, che si legano alla proteina spike e impediscono al virus di invadere altre cellule. “Ma quando il virus muta – spiegano gli immunologi Prakash Nagarkatti e Mitzi Nagarkatti – gli anticorpi che erano stati precedentemente prodotti in risposta al virus non possono più legarsi efficacemente alla proteina spike appena mutata. A questo proposito, il virus SARS-CoV-2 agisce come un camaleonte, un maestro del travestimento, modificando la sua configurazione corporea e sfuggendo al riconoscimento da parte del sistema immunitario. Le mutazioni virali in corso sono il motivo per cui gli anticorpi prodotti in risposta ai ceppi vaccinali originali sono diventati nel tempo meno efficaci nel respingere le infezioni da nuove varian

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