Cronaca

Varianti, scuole chiuse in mezza Italia: ecco dove. La mappa regione per regione

Alle 9:30 il primo incontro tra il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi e i sindacati del settore scuola

La scuola è nuovamente al centro dell’emergenza Covid: negli ultimi giorni sono diversi i casi degli istituti chiusi per la segnalazione di focolai, mentre la prospettiva di avere una decisione del governo per un nuovo stop alle lezioni in presenza è sempre più probabile.

Covid e scuola, tra focolai e varianti in Italia

È cominciato alle 9:30 il primo incontro tra il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi e i sindacati del settore scuola. Tanti i temi da affrontare ci sono anche le vaccinazioni al personale, non ancora attive in tutte le regioni, il rinnovo dei protocolli sulla sicurezza in vista della maturità e degli esami di terza media e soprattutto la gestione della pandemia a proposito delle varianti Covid che stanno colpendo le scuole.

Afferma Pregliasco

“Sicuramente ci deve essere grande attenzione alla scuola – ha dichiarato il virologo Fabrizio Pregliasco a L’Italia s’è desta in onda su Radio Cusano Campus – perché la variante riesce ad infettare anche i giovani, pur non facendoli ammalare.

Bisogna aumentare il monitoraggio in quei contesti e rilanciare l’informazione per dare ai giovani una consapevolezza maggiore riguardo il Covid. Ogni contatto in questo momento è da considerarsi a rischio, meno contatti ci sono e più si abbassa il rischio. È difficile però considerare l’entità del rischio per ogni tipo di contatto“, così il direttore sanitario Irccs Galeazzi di Milano.

Ecco qual è la situazione varianti e scuole nelle regioni

Lazio

Salgono a quattro i Comuni zona rossa e sono ormai diverse le scuole chiuse a Roma. Anche a Torrice, in Ciociaria, è stata registrata la cosiddetta variante inglese. Novità di ieri è l’arrivo nella Capitale della nuova variante brasiliana: un caso è stato riscontrato in una scuola media, che è stata immediatamente chiusa.

L’istituto Sinopoli-Ferrini – nel quartiere Africano, già colpito dalla variante inglese che aveva portato alla chiusura delle sezioni della materna e della elementare – da oggi ha chiuso anche la scuola media. A risultare positiva alla brasiliana una insegnante della scuola media “Sinopoli”.

Nell’istituto comprensivo si conterebbero al momento altri sette casi positivi al Covid: sei studenti e un altro docente. L’Asl Roma 1 ha disposto i protocolli per sospetta variante e ha annunciato lo screening di 1.500 persone tra studenti e personale.

Sottolinea Angelo Tanese

“L’Istituto è attualmente chiuso per 5 giorni e verrà riaperto solo al termine di tutti i controlli ed in piena sicurezza” ha sottolineato il Direttore Generale della Asl Roma 1, Angelo Tanese. E sale l’elenco delle scuole a Roma che si sono fermate per il Covid.

Chiusa anche la sede Cerboni dell’istituto comprensivo Rosetta Rossi a Primavalle dopo che nei giorni scorsi altri plessi scolastici hanno chiuso per sospetti casi di variante inglese. Intanto nel Lazio è arrivata un’altra zona rossa: il presidente della Regione Nicola Zingaretti ha firmato ieri l’ordinanza per istituirla nel Comune di Torrice in provincia di Frosinone a causa della forte incidenza e della presenza della variante inglese.

Le disposizioni dell’ordinanza durano per altri 13 giorni. Si tratta del quarto paese della regione a entrare nella fascia più alta di rischio, dopo Carpineto e Colleferro in provincia di Roma e Roccagorga in provincia di Latina. Vanno avanti anche le prenotazioni rivolte ai docenti e al corpo scolastico: 53mila finora.

Lombardia

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha firmato ieri l’ordinanza che prevede una serie di misure urgenti per la prevenzione e la gestione dell’emergenza epidemiologica da coronavirus nella Provincia di Brescia e nei comuni bergamaschi di Viadanica, Predore, Adrara San Martino, Sarnico, Villongo, Castelli Calepio, Credaro, Gandosso, oltre che a Soncino, in provincia di Cremona.

Fino al 2 marzo (con eventuale proroga sulla base dell’evoluzione del contesto epidemiologico) in questi territori è quindi prevista la sospensione della didattica in presenza nelle scuole primarie e secondarie di primo grado e secondo grado, nonché nelle scuole dell’infanzia e nelle università. Resta salva la possibilità di svolgere attività in presenza per gli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali.

La situazione nelle scuole bresciane stava diventando insostenibile, tra contagi in aumento, classi e sezioni chiuse, variante inglese dilagante e un tracciamento ormai impossibile da gestire per le autorità sanitarie. La zona arancione rafforzata, scattata dalle 18:00 di ieri in tutta la provincia di Brescia, mette un punto fermo dopo settimane difficili.

Emilia Romagna

“Firmo un’ordinanza per cui da giovedì 14 comuni dell’Emilia Romagna saranno in zona arancione rafforzata”. È quanto ha annunciato il presidente della regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini nel corso del programma Mattino Cinque. “Laddove ci sono problemi è necessario intervenire tempestivamente”. Quindi, lì le scuole saranno chiuse fin dalle elementari e “si farà didattica a distanza al 100%”.

Resteranno aperti invece asili nido e scuole materne, spiega il governatore “Che sia ora l’inizio della terza ondata non lo so, ce lo dovranno dire gli esperti – dice poi Bonaccini – In alcuni paesi d’Europa è già arrivata da settimane, cerchiamo qui di fare il più possibile per contrastarla. Noi, stiamo monitorando la situazione territorio per territorio”, ha concluso.

Puglia

Dal 24 febbraio e sino al 14 marzo tutte le scuole pugliesi, di ogni ordine e grado saranno in didattica digitale integrata (Ddi) al 100%,”riservando l’attività didattica in presenza agli alunni per l’uso di laboratori qualora sia previsto dall’ordinamento,o per mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali”: è la nuova ordinanza firmata dal governatore Michele Emiliano. Dopo la decisione del Tribunale amministrativo, Emiliano ha deciso di pubblicare una nuova ordinanza che ricalca quella precedente, salvo piccole modifiche.

Ieri il Tar Puglia aveva accolto il ricorso del Codacons sospendendo la precedente ordinanza che prevedeva dal 22 febbraio al 5 marzo la Dad per tutte le scuole.

La nuova ordinanza prevede, rispetto alla precedente, che le “scuole dell’Infanzia, le istituzioni scolastiche del ciclo primario e i Cpia ammettono in presenza tutti gli alunni che, per ragioni non diversamente affrontabili, non abbiano la possibilità di partecipare alla didattica digitale integrata“; e che “le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado ammettono in presenza tutti gli studenti che, per ragioni non diversamente affrontabili, non abbiano la possibilità di partecipare alla didattica digitale integrata, nel limite del 50% della popolazione scolastica, possibilmente per ogni singola classe”.

Abruzzo

Un caso di sospetta variante su un alunno della scuola primaria Serroni di San Nicolò, frazione di Teramo, ha fatto scattare, su indicazione della Asl, la chiusura dell’intero plesso scolastico con l’attivazione della didattica digitale integrata per tutti gli studenti.

Spiega D’Alberto

“Nei casi di sospetta variante il protocollo è più rigido – spiega il sindaco Gianguido D’Alberto – e la chiusura del plesso in questo caso è legata al fatto che l’alunno interessato frequentava il pre-scuola”.

Una circostanza che ha fatto scattare il monitoraggio allargato a più classi e,oltre agli alunni, anche a diversi docenti e personale Ata. “Per questo la chiusura del plesso è stata disposta fino al 3 marzo compreso, così da poter avere dopo il secondo tampone una fotografia complessiva della situazione e poter adottare le scelte adeguate”.

Inoltre è stato registrato un caso di Covid-19 su un bimbo che frequenta l’asilo nido Pinocchio alla Gammarana. Si tratta del primo caso registrato negli asili comunali con il bimbo, risultato positivo a due tamponi rapidi, che adesso dovrà essere sottoposto a tampone molecolare.

Spiega Core

“In applicazione della circolare Asl, che abbiamo fortemente voluto – ha spiegato l’assessore alla pubblica istruzione Andrea Core – è stata immediatamemnte sospesa l’attività con le famiglie che sono andate a riprendere i piccoli a scuola”. Visto l’aumentare dei contagi, anche il Comune di Penne ha deciso di chiudere le scuole: fino al 26 febbraio l’attività didattica si svolgerà esclusivamente a distanza.

Molise

Il sindaco di Campobasso Roberto Gravina ha sospenso le attività didattiche in presenza per tutti gli istituti scolastici di ogni ordine e grado fino al 28 febbraio. A Montenero di Bisaccia scuole chiuse, invece, fino al 7 marzo.

Marche

Fino alle 24:00 di sabato 27 febbraio, 20 Comuni della provincia di Ancona, compreso il capoluogo di regione, sono passati in zona arancione, dopo l’ordinanza firmata dal presidente della Regione Francesco Acquaroli. Proprio la provincia di Ancona ha fatto registrare il maggior tasso di contagi da Covid-19 e la presenza di alcuni casi di variante inglese.

Ad Ancona, ha comunicato la sindaca Valeria Mancinelli in Consiglio Comunale, non è comunque finora necessario prevedere una chiusura generalizzata delle scuole: per le Superiori resta la dad al 50%, salvi casi di focolai specifici e circoscritti. Per precauzione il Dipartimento Prevenzione Asur ha stabilito, ad Ancona, “da oggi fino al 5 marzo la chiusura delle scuole di Sappanico e la quarantena per alcune classi della scuola di Montesicuro e del complesso di via del Conero”, si legge in un comunicato.

Fonte: Il Mattino


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