Da vecchie macchine da scrivere nascono gioielli: l’idea geniale di Cristian Sutti

L’importanza delle macchine da scrivere per la nostra società è nota a tutti. E da questo presupposto 2010 Limited Edition ha creato dei gioielli

Le macchine da scrivere hanno recitato un ruolo fondamentale nella nostra storia contemporanea. Ed ancora oggi esercitano un fascino particolare che richiama lo stile vintage. Le macchine da scrivere nascono, molto probabilmente, nel XIX secolo. Il loro prototipo, il tacheografo, ideato dall’italiano Pietro Conti, fu pensato agli inizi dell’Ottocento. Tuttavia, è Giuseppe Rivazzi a essere usualmente considerato l’inventore del rivoluzionario mezzo di scrittura: nel 1846, infatti, questi brevettò un congegno che chiamò Cembalo Scrivano, per la sua somiglianza con lo strumento musicale, e che viene per l’appunto considerato il primo modello di macchina da scrivere. Già in passato, però, alcuni avevano tentato la meccanizzazione della scrittura. Ad esempio, nel 1802 il conte Agostino Fentoni aveva costruito un meccanismo molto simile a quello che sarebbe stato brevettato in seguito.

 

Nel 1873 l’azienda Remington and Sons, che produceva anche armi, mise in commercio il primo modello ad avere successo sul mercato: la Scholes and Glidden (anche conosciuta come Remington No. 1) dal nome di coloro che l’avevano ideata. La Remington No. 1 fu la prima macchina a utilizzare una tastiera QWERTY (dalle prime sei lettere presenti su di essa, ancora oggi impiegata), i cui tasti erano disposti secondo un ordine che agevolasse la scrittura e impedisse agli ingranaggi dell’ingegno d’incepparsi.

 

Da allora, questi strumenti si trasformarono andando sempre più incontro alle necessità di che li utilizzava: divennero più piccoli, si meccanizzarono e poterono essere trasportati. Le redazioni dei giornali si riempirono del ticchettio prodotto dai tasti di quegli ingegni che avevano reso più semplice la compilazione di documenti, tutti gli scrittori ormai se ne servivano per dar vita alle proprie opere.

 

Da macchine da scrivere a gioielli

L’importanza delle macchine da scrivere per la nostra società è nota a tutti. E da questo presupposto 2010 Limited Edition ha creato dei veri e propri gioielli, disponibili su 2010le.com. L’idea nasce a Cristian Sutti, il fondatore del marchio 2010 Limited Edition, quando acquista una Corona portatile del 1932 a un mercatino dell’antiquariato agli inizi degli anni ’90 con l’intenzione di restaurarla e renderla di nuovo funzionante, ma non ne era del tutto convinto.

 

E qui il colpo di genio, l’intuizione di rendere i tasti dei veri e propri gioielli preziosi ed originali. Cristian ha condiviso la sua idea con Carlo Brambilla, orafo milanese con oltre 40 anni di esperienza e collaborazioni con i più noti marchi di gioielleria, per creare una montatura che fosse originale e che desse importanza all’unicità dell’oggetto incastonato: quel giorno è nata la collezione Heritage Letters.

 

I gioielli Heritage Letters sono realizzati con tasti originali recuperati da macchine da scrivere d’epoca dagli anni ‘20 ai ’50, tutti rigorosamente in bachelite nera o nella più rara variante in bianco, con montatura in argento 925 o in oro 9 o 18 kt. Ogni pezzo viene creato artigianalmente dalle mani sapienti di Carlo Brambilla, nella sua bottega orafa nel cuore di Milano, in esclusiva per 2010 Limited Edition.

 

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