Scienza e Tecnologia

Videogiochi, secondo un nuovo studio fanno bene (anche gli sparatutto)

I videogiochi fanno bene. Daphné Bavelier, professoressa all’Università di Ginevra, ha ricevuto il premio Jacobs 2019, dotato di 1 milione di franchi perché ha scoperto che i videogiochi d’azione, per esempio quelli ricchi di sparatorie, in genere poco amati dai genitori, migliorano le doti cognitive dei ragazzi.

I videogiochi fanno bene, lo studio

Negli ultimi 20 anni Bavelier ha dedicato il suo lavoro a queste ricerche controcorrente. E la sua principale attività è stata quella di identificare i meccanismi cerebrali che portano a una maggiore plasticità neuronale e quindi a un migliore apprendimento. Bavelier e gli altri ricercatori del laboratorio di neuroscienze di Ginevra, riporta Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, hanno mostrato che giochi quali gli sparatutto, spesso messi in relazione con comportamenti violenti, hanno anche aspetti positivi.

I vantaggi degli sparatutto

I giovani che giocano regolarmente con questi prodotti hanno una maggiore capacità di attenzione rispetto ai loro coetanei che ricorrono a giochi più tranquilli come The Sims o Tetris. I giochi d’azione migliorano anche la percezione e l’orientamento spaziale.

Paolo Siotto

Giornalista pubblicista dal 2015, collabora per l'Occhio da giugno 2019 dopo diverse esperienze con testate locali tra cui il quotidiano Metropolis. Redattore per SalernitanaNews, nel tempo libero ama dedicarsi alla buona musica.

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