Violenza sulle donne: “uscire dal silenzio è il primo passo per diventare libere”

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Violenza sulle donne: ancora oggi esistono pregiudizi nei confronti delle donne che purtroppo sfociano in atti di violenza. L'intervista

Violenza sulle donne: ancora oggi, nella società del ventunesimo secolo, in cui tutti i consociati sembrano godere dei propri diritti, esistono i pregiudizi nei confronti delle donne che spesso purtroppo sfociano in veri e propri atti di violenza.

Violenza sulle donne

Solo in Italia da inizio anno si sono registrati ben 27 casi di femminicidio che, sommati alle denunce per stalking e violenza domestica, disegnano un quadro a dir poco preoccupante. A tal proposito, ne abbiamo discusso con la Dott.ssa Loredana Otranto, psicologa e psicoterapeuta, membro dell’associazione contro la violenza sulle donne “Nonseisola Battipaglia“.

L’intervista

Nel caso specifico della violenza sulle donne, cosa si intende esattamente per violenza?

Violenza è un termine generico, che oggi viene utilizzato dai mass media e un po’ da tutti. Tendenzialmente per violenza intendiamo delle macro categorie, esse sono: la violenza fisica, la violenza psicologica e altre forme di violenza più subdole come ad esempio la violenza economica.

Qual è l’età media delle donne vittime di violenza?

La violenza è trasversale, può colpire chiunque, sia dal punto di vista dell’età che della classe sociale. Tuttavia, negli ambienti più umili, magari con difficoltà economica e con culture patriarcali possono emergere con più facilità delle forme di violenza.

Come mai in una società sempre più improntata alla parità dei sessi, esiste ancora la violenza di genere?

Purtroppo la parità esiste solo sulla carta, nella realtà non è così, le donne non hanno le stesse opportunità degli uomini. A mio avviso è sempre una questione di condizionamenti culturali e\o psicologici della società odierna, quel che Jung chiamerebbe ‘inconscio collettivo.

È possibile riconoscere subito un uomo violento? Se si, come?

I segnali ci sono sempre, tuttavia c’è da dire che non esiste il violento ‘tipo’, poiché tutti noi abbiamo un lato oscuro e una parte arcaica pronta a venir fuori in determinate circostanze. Spesso gli uomini violenti si costruiscono una personalità fittizia, mostrandosi buoni con l’esterno ma nel privato, non riuscendo a gestire il proprio senso di inferiorità, usano la violenza per sopraffare il partner.

Perché molto spesso le donne non denunciano i loro aguzzini, se non dopo molto tempo?

In generale in tutti i tipi di violenza si fa fatica a denunciare per via dei sensi di colpa e dei condizionamenti psicologici, soprattutto nei casi di violenza domestica in cui il l’uomo violento indossa la doppia veste di aguzzino e ‘benefattore’.

Cosa consiglia a una donna che non ha il coraggio di denunciare il proprio aguzzino?

Quello che consiglio sempre è di parlare, uscire dal silenzio, in quanto è il primo passo per prendere consapevolezza della violenza e denunciare, poiché in questi casi vi sono troppo spesso difficoltà a riconoscere la violenza e paura di parlarne. Ci vuole solo un po’ di coraggio, lo stesso coraggio che ci permetterà di essere donne libere.

Enrico Giorgio

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