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31 maggio 2005: l’ex vice-direttore dell’FBI Mark Felt rivelò di essere lui la “Gola Profonda” dello scandalo Watergate

Nel 1972 scoppiò lo scandalo che portò alle dimissioni dell’allora Presidente degli Stati Uniti d’America, Richard Nixon. Tuttavia, sebbene la vicenda giunse a compimento con la fine dell’amministrazione Nixon, solo il 31 maggio 2005 l’ex numero due dell’FBI, Mark Felt, rivelò di essere lui la misteriosa “Gola Profonda”.

31 maggio 2005: Mark Felt rivela di essere la “Gola Profonda” dello scandalo Watergate

Tra le fasi buie dell’amministrazione Nixon, ci fu lo scandalo politico scoppiato negli Stati Uniti nel 1972, noto ai più col nome Watergate, che portò alla richiesta di impeachment e alle dimissioni del sopracitato Richard Nixon.

Lo scandalo prese il nome dal Watergate, un complesso edilizio di Washington che ospita il Watergate Hotel, l’albergo in cui furono effettuate le intercettazioni che diedero inizio al tutto.

L’inchiesta giornalistica promossa da due reporter, Bob Woodward e Carl Bernstein, suscitò la crescente attenzione nell’opinione pubblica per la vicenda.


Il Watergate Complex, luogo dove avvenne l’effrazione il 17 giugno 1972.

Tale scandalo riuscì a riportare i democratici alla Casa Bianca due anni dopo con Jimmy Carter. Tuttavia, questo passaggio del testimone portò inevitabilmente al calo del sipario e infittì il mistero sulla reale identità dell’uomo che fornì le informazioni ai due giovani cronisti del “Washington Post”.

La confessione

Solo il 31 maggio del 2005 la stampa e il mondo intero ebbe modo di conoscere la risposta, grazie ad un’intervista che fu rilasciata dalla stessa “Gola Profonda”: l’ex numero due dell’FBI, W. Mark Felt a “Vanity Fair”.

Fu lui, infatti, informò Woodward e Bernstein: Felt, all’epoca 91enne, non volle portarsi nella tomba un segreto che riuscì a custodire gelosamente per oltre trent’anni.

La sua rivelazione chiarì le motivazioni di allora correlate a “Gola Profonda”: la Casa Bianca cercò di ostacolare l’operato dell’FBI al punto da chiedere l’intervento del nemico giurato, la CIA. L’FBI si vendicò attraverso uno dei suoi massimi dirigenti chiedendo l’aiuto della stampa e contando sulla determinazione da mastino di due cronisti destinati a entrare nella leggenda della stampa mondiale.


Mark Felt, il vice-direttore dell’FBI, che forniva in segreto le informazioni riservate a Bob Woodward.

 

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