Cronaca

Omicidio Yara, Massimo Bossetti dal carcere: “Non ho commesso il reato: non si vuole cercare la verità”

Yara Gambirasio, la lettera di Bossetti dal carcere: ecco cosa ha scritto l'operaio nativo di Mapello condannato all'ergastolo

Massimo Bossetti torna sul caso di Yara Gambirasio e lo fa con una lettera scritta dal carcere di suo pugno e indirizzata a Marco Oliva, conduttore del programma tv “Iceberg” in onda su Telelombardia. Nella missiva, Bossetti scrive: “Chi doveva garantire l’efficacia, l’integrità e l’idoneità di tutti i reperti? Bossetti o qualcun altro?”.

Yara Gambirasio, la lettera di Bossetti dal carcere

La lettera sarà mostrata nella serata di oggi, giovedì 23 giugno, nel corso della puntata della trasmissione. La missiva conterrebbe un vero e proprio sfogo dell’operaio nativo di Mapello. Quest’ultimo è stato condannato all’ergastolo con l’accusa di aver ucciso Yara Gambirasio, 13enne scomparsa il 26 novembre 2010 e trovata morta in un campo esattamente tre mesi dopo. Nella lettera, dunque, Bossetti se la prende con chi avrebbe dovuto garantire la corretta conservazione dei reperti utilizzati nel corso del procedimento giudiziario.

Il contenuto della lettera

“Spesso mi domando qual è o quale sia il limite della sopportazione per un cuore già fin troppo stremato dalle durissime faticose, tortuose battaglie, quando fin dall’inizio era così semplice nell’evitarmi tutto ecco la verità dove si nasconde… Dove non la si vuole cercare! La mia rabbia si cela dietro ad una verità insabbiata, da anni deteriorata!!! Grazie a coloro che mi hanno rovinato la vita e verso chi ad oggi ha concesso tutto questo assurdo, vergognoso scandalo” scrive Bossetti.

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