CronacaGuerra

Borodyanka, centinaia di cadaveri sotto le macerie: civili bloccati nelle cantine

Zelensky: "Peggio che a Bucha"

Borodyanka sono disperse 300 persone: donne, bambini, anziani, non militari. Durante le operazioni di ricerca, sotto le macerie, sono stati trovati centinaia di cadaveri e altrettanti civili bloccati nelle cantine dei palazzi bombardati. Da quando le truppe russe hanno lasciato la cittadina a pochi chilometri a nord ovest di Kiev, che prima dell’aggressione contava 12mila abitanti, si scava fra le macerie con la speranza, sempre più remota, di trovare qualche superstite.

Borodyanka sotto le macerie: civili bloccati nelle cantine dei palazzi bombardati

Gran parte degli edifici sono in rovina, distrutti da colpi d’artiglieria, missili terra-terra, razzi katiuscia e bombe d’aereo già nei primi giorni dell’aggressione, dalle 26 al 28 febbraio. Uno schieramento di forze abnorme, una potenza di fuoco inversamente proporzionale al numero di obbiettivi militari in quell’area. Chi non era riuscito a scappare si era rifugiato nelle cantine, poi sepolte dalle macerie dei palazzi centrati dalle bombe. Una fine terribile per centinaia di persone sepolte vive in quei rifugi improvvisati. I palazzi sono stati bersagliati con granate e missili anche quando era chiaro che i soldati russi non avrebbero più incontrato alcuna opposizione.

Il bombardamento di Borodyanka

Indispettito dalla resistenza ucraina, l’esercito di Mosca aveva usato il pugno di ferro per conquistare Borodyanka nel tentativo di coprirsi le spalle prima dell’assalto finale alla vicina capitale. Ma poi i piani sono cambiati: carri armati e truppe sono rientrate nell’amica Bielorussia per riorganizzarsi e rischierarsi in Ucraina, ma molto più a Est. Radere al suolo la cittadina e uccidere tanti civili si è rivelato così ancora più crudele, tanto che il presidente Zelensky  ha detto che la situazione a Borodyanka, è “molto più orribile” che a Bucha.

Mosca ha sempre negato essere responsabile dell’eccidio di Bucha, denunciandolo come una “provocazione” fabbricata ad arte dalle autorità di Kiev. Sul terreno militare, d’altra parte, gli analisti della Difesa americana e britannica coincidono nel valutare che le forze russe si sono ritirate dalla regione di Kiev perché hanno rinunciato a conquistare la capitale ucraina. Secondo il segretario alla Difesa statunitense Lloyd Austin, “Putin pensava che avrebbe potuto conquistare molto rapidamente l’Ucraina e catturare molto rapidamente questa capitale. Si era sbagliato”.

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