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Caparezza e il problema dell’acufene: ”Venti concerti, poi mi arrendo”

Il cantautore pugliese annuncia che dovrà limitare col tempo il numero delle esibizione live

Caparezza ha parlato per la prima volta di un problema che lo attanaglia da un po’: l’acufene. Per questo ha annunciato che col tempo dovrà limitare il numero delle esibizioni dal vivo. Sono ormai 7 anni che il cantautore pugliese lotta con questo problema.

Caparezza e il problema dell’acufene

In un’intervista per Il Quotidiano Nazionale, Caparezza ha parlato di questo problema che lo attanaglia da ormai 7 anni: “Soffrendo di acufene e ipoacusia non posso più fare lunghi giri di concerti come accadeva in passato. In questi sette anni di difficoltà ho incontrato tanti colleghi che m’hanno detto senti questo, fatti vedere da quello, io l’ho fatto ma non è cambiato alcunché. Così ho smesso di cercare cure miracolose per il mio deficit uditivo”.

Purtroppo, però, ancora non ha capito da dove deriva il problema, ma dichiara: “Dall’attività live. D’altronde nella vita tutte le cose belle finiscono col toglierti qualcosa. A me questo fischio continuo ha modificato l’udito. Lì per lì, quando ho scoperto di non poter più ascoltare la musica in cuffia, sono andato in crisi, pensando al mio corpo come a una prigione. Così ho provato di tutto, pillole, iniezioni, psicoterapia, ma alla fine ho capito che dovrò semplicemente tenermelo e magari pensare ad altro, distrarmi”.

Il rapper si arrende ai concerti? La scelta di dedicarsi ai fumetti

Il cantante ha infatti dichiarato che gli piacerebbe dedicarsi ai fumetti, riducendo, almeno per ora, la grande quantità di live: “Mi piacerebbe dare vita a qualcosa per altri. Intendo mettermi alla prova sapendo che la mia creatività non si limita alla musica. Amo la scrittura e quindi penso a un testo, a un fumetto, a un soggetto, a una storia”.

Infatti poi ha aggiunto: “Durante la pandemia, oltre ad essere rimasto aggrappato al progetto dell’ultimo album Exuvia, ho riacceso anche la passione mai sopita per il mondo dei fumetti. Ho seguito un corso di sceneggiatura che un giorno potrebbe dare i suoi frutti, se non in un volume grafico vero e proprio, magari in un lavoro musicale legato al pianeta della striscia disegnata”.

 

 

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