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Coronavirus, Aifa: giovedì via ai test farmaco anti-artrite Tocilizumab su 330 pazienti

«Annunciamo la sperimentazione del tocilizumab, farmaco per artrite reumatoide; i dati preliminari sono promettenti. Lo studio sarà su 330 pazienti e partirà giovedì per valutare l’impatto del farmaco». Lo ha detto Nicola Magrini, direttore Aifa, Agenzia italiana del farmaco, alla conferenza stampa alla Protezione civile per il bollettino sul coronavirus.

Coronavirus, Aifa: giovedì test Tocilizumab su 330 pazienti

Non esistono prove scientifiche ad oggi, basate su studi clinici o epidemiologici, sul presunto effetto dei farmaci anti-ipertensivi Ace inibitori e dei sartani sulla trasmissione e sull’evoluzione del coronavirus. A precisarlo è l’Agenzia Italiana del Farmaco ( Aifa) sul suo sito.

Le ipotesi

Al momento si tratta «solo di ipotesi molecolari verificate con studi in vitro». Pertanto, in base alle conoscenze attuali, «si raccomanda di non modificare la terapia in atto con anti-ipertensivi nei pazienti ipertesi ben controllati, in quanto esporre pazienti fragili a potenziali nuovi effetti collaterali o a un aumento di rischio di eventi avversi cardiovascolari non appare giustificato».



Per lo stesso motivo, rispetto all’ipotesi di utilizzare farmaci Ace-inibitori e sartani anche in persone sane a fini profilattici, «è opportuno ricordare – continua l’ Aifa – che tali farmaci vanno utilizzati esclusivamente per il trattamento delle patologie per cui c’è un’indicazione approvata e descritta nel foglietto illustrativo». Posizioni analoghe sono state prese dalla Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa, dalla Società Italiana di Medicina Generale e delle cure Primari, dalla Società europea di Cardiologia e dalla Società Italiana di Farmacologia.

«Credo che lo sforzo fatto da tutti gli organismi che stanno collaborando per migliorare l’accesso a farmaci e nuovi protocolli mostrano – ha detto Magrini – ​che l’Italia è la frontiera più innovativa per la sperimentazione di farmaci e vaccini e questo sforzo si concretizzerà in nuovi dati sull’entità della reale efficacia di queste terapie».


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