Cronaca

Gli alunni si vergognano di mostrarsi in cam, il professore si benda durante la lezione in Dad

Didattica a distanza, professore si benda per ascoltare le voci degli alunni che si vergognavano di mostrarsi in cam

Un professore si benda durante una lezione in didattica a distanza. Dopo i casi di studenti costretti a coprirsi gli occhi durante interrogazioni online, questa volta è un docente a farlo. Succede nel quartiere Brancaccio-Sperone, una delle periferie difficili di Palermo. I ragazzi non volevano collegarsi in Dad, chi per vergogna nei confronti del contesto in cui vive, chi per insicurezze esplose nel periodo della pandemia.

Didattica a distanza, professore si benda durante una lezione

Come riportato da Repubblica, un docente ha deciso di fare un esperimento: si è bendato e ha chiesto ai ragazzi di accendere la webcam e parlare, tanto lui non vedeva il contesto in cui stavano o i loro volti, voleva solo ascoltare le loro parole, le loro inquietudini. Uno dietro l’altro ecco apparire i volti delle ragazze che frequentano il Cirs, corsi di obbligo per combattere la dispersione scolastica finanziati dal fondo sociale europeo. Il contesto è difficilissimo.

Il gesto

“La cronaca ci racconta di allievi costretti a bendarsi per dimostrare di “aver appreso la lezione”, di aver ingurgitato il contenuto, di essersi riempiti come un contenitore – dice Francesco Carnevale, docente di italiano, storia e geografia – Ebbene, il mio gesto, si oppone a tale modello, il mio gesto vuole rappresentare un modello educativo dove quello che conta è l’esempio non la nozione, dove il docente, ponendosi all’ascolto dell’allievo impara e insegna, ascolta e viene ascoltato”.

Alla fine l’esperimento del docente palermitano è riuscito e i ragazzi sono rimasti con la cam accesa anche quando si è tolto la benda. Oggi la vittoria più grande: quando si sono collegati tutti si sono mostrati vincendo la paura. E la vergogna. Una piccola grande vittoria. Adesso si procede a piccoli passi. 


Tutte le notizie sul coronavirus

Il sito del Ministero della Salute

Articoli correlati

Back to top button